Skip to main content

Articoli Cittadinanza Italiana

La cittadinanza italiana può considerarsi l’ultimo tassello del percorso di integrazione dello straniero in Italia, che inizia con il rilascio del permesso di soggiorno e ha il più delle volte, come tappa intermedia, l’acquisto dello status di soggiornante di lungo periodo.

Selezioniamo gli articoli e le tematiche di maggiore rilevanza in tema di cittadinanza italiana, con il proposito di tenere informati i nostri utenti sui percorsi amministrativi e giudiziari che portano ad ottenere questo importante beneficio.

Analizziamo anche fattispecie molto particolari, prendendo spunto dalla ricca casistica che ci viene sottoposta ogni giorno nell’esercizio della professione. In questo modo, cerchiamo di aiutare quegli utenti che difficilmente, sul web, trovano risposte ai loro problemi “di nicchia”. 

 


Quali sono i documenti necessari per presentare la domanda di cittadinanza

I documenti necessari per presentare domanda di cittadinanza per residenza sono i seguenti: Carta d’identità fronte e retro; permesso di soggiorno (o attestato diritto al soggiorno permanente per i cittadini UE); certificato penale del paese di origine, tradotto in italiano e legalizzato dall’autorità consolare (o apostille se il Paese fa parte della Convenzione dell’Aja del 1961); atto di nascita del paese di origine, tradotto in italiano e legalizzato dall’autorità consolare (o apostille se il Paese fa parte della Convenzione dell’Aja su citata), o redatto con il modulo plurilingue, nel caso in cui si tratti di Stato aderente alla Convenzione di Vienna del 1976; ricevuta pagamento di € 250,00, da effettuarsi sul conto corrente postale n. 809020 intestato al Ministero dell’Interno-DLCI, causale "cittadinanza" (il...

Leggi tutto …Quali sono i documenti necessari per presentare la domanda di cittadinanza

Come si presenta oggi il portale cittadinanza del Ministero dell'interno. Le nuove diciture relative allo stato della pratica online e i riferimenti all’avvocato

Sono cambiate le diciture sul sito ministeriale, dove i richiedenti controllano ogni giorno l’andamento delle loro pratiche di cittadinanza. E’ cambiata la forma ma non muta la sostanza. Andiamo a vedere. Quando, in precedenza, appariva la voce “l’istruttoria è stata avviata; si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”, voleva dire che la pratica si trovava in fase istruttoria presso la Prefettura, il più delle volte in attesa del rilascio del rapporto informativo della Questura.

Leggi tutto …Come si presenta oggi il portale cittadinanza del Ministero dell'interno. Le nuove diciture...

Il nuovo termine dei procedimenti relativi alla cittadinanza italiana per residenza e per matrimonio fissato in 48 mesi

Il decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 113 (decreto sicurezza), convertito con legge 1 dicembre 2018 n. 132, ha complicato le cose per gli stranieri che intendono ottenere la cittadinanza italiana, avendo esteso il termine del procedimento da 730 giorni a 48 mesi. Chi ha presentato la domanda di cittadinanza già da tempo, sia per residenza che per matrimonio, può sperare che la procedura, essendosi svolta per lo più sotto la vigenza del precedente termine di 730 giorni, sia già arrivata a buon punto. Tuttavia, c’è da dire che l’Amministrazione già si sta facendo scudo con il nuovo termine del procedimento, ossia “liquida” i solleciti post-decreto rispondendo che il termine adesso è di 48 mesi: un tacito invito a “non disturbare”.

Leggi tutto …Il nuovo termine dei procedimenti relativi alla cittadinanza italiana per residenza e per...

L'introduzione dell'obbligo di conoscenza della lingua italiana per la concessione della cittadinanza

Un buon livello di conoscenza della lingua italiana è sempre stato un requisito implicito per la concessione della cittadinanza italiana per residenza. Se, infatti, tale concessione si fonda sull’integrazione dello straniero nel tessuto sociale dello Stato, non si spiegherebbe come uno straniero possa essere ritenuto integrato se non parla, e intende, la nostra lingua. Tanto è vero che alla cronaca sono passati diversi casi di annullamento del decreto di concessione della cittadinanza per il fatto che il richiedente, all’atto del giuramento, aveva dimostrato di non comprendere cosa gli veniva detto e non riusciva ad esprimersi a sua volta in lingua italiana.

Leggi tutto …L'introduzione dell'obbligo di conoscenza della lingua italiana per la concessione della...

L'abrogazione del silenzio-assenso per le domande di cittadinanza per matrimonio

Il decreto legge 4 ottobre 2018 n. 113 (decreto sicurezza), convertito con legge 1 dicembre 2018 n. 132, tra l’altro, ha abrogato il comma 2 dell’articolo 8 della Legge 5 febbraio 1992 n. 91. Tale norma così recitava: “l’emanazione del decreto di rigetto dell'istanza è preclusa quando dalla data di presentazione dell'istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni". Per pacifica giurisprudenza, decorso inutilmente il suddetto termine di 2 anni, il richiedente diventava titolare di un vero e proprio diritto soggettivo ad essere riconosciuto cittadino italiano, da farsi valere dinanzi al giudice ordinario (si vedano: Cass. Civ., Sez. Unite, Sentt. 7-7-1993, n. 7441 e 27-1-1995, n. 1000; T.A.R. Lazio Sez. II Quater 28/3/07 n. 2727).

Leggi tutto …L'abrogazione del silenzio-assenso per le domande di cittadinanza per matrimonio

Le modifiche del decreto sicurezza in materia di cittadinanza del 2018

Le modifiche del decreto sicurezza in materia di cittadinanza Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con legge del 1° dicembre 2018, n. 132, recante "disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata" ha introdotto importanti novità anche in materia di cittadinanza italiana. Le norme che riguardano la cittadinanza sono contenute nell'art. 14.

Leggi tutto …Le modifiche del decreto sicurezza in materia di cittadinanza del 2018

La revoca della cittadinanza italiana prevista dal decreto sicurezza 2018

Il decreto Sicurezza (decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con legge del 1° dicembre 2018, n. 132) ha introdotto nella legge 5 febbraio 1992 n. 91 una norma molto discussa e di assoluto rilievo in materia di cittadinanza, ovvero la revoca della stessa nel caso in cui lo straniero (naturalizzato), successivamente all'acquisizione dello status, venga condannato per reati di terrorismo o altri delitti di assoluta gravità che ledono o mettono a rischio la personalità e/o la sicurezza dello Stato. Riportiamo il testo dell'articolo introdotto dal Decreto Sicurezza. «Art. 10-bis. — 1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonché per i reati di cui...

Leggi tutto …La revoca della cittadinanza italiana prevista dal decreto sicurezza 2018

Quando la donna perdeva automaticamente la cittadinanza italiana prima del 1948

Sempre più attuale è il tema della trasmissione della cittadinanza iure sanguinis per linea materna. Ricordiamo che la donna italiana, ai sensi della legge allora applicabile (la n. 555 del 1912) perdeva la cittadinanza automaticamente e involontariamente per aver contratto matrimonio con cittadino straniero il cui ordinamente prevedesse, quale effetto automatico del matrimonio, la trasmissione della cittadinanza dal marito alla moglie. Ciò accadeva ad esempio nel Regno Unito, sulla base di una legge del 1919, per la quale, il cittadino inglese che si coniugava con cittadina straniera (nel nostro caso, italiana) trasferiva automaticamente alla moglie la propria cittadinanza britannica. Nel 1975, l'art. 10 della legge italiana n. 555 del 1912, che riportiamo testualmente ("La donna cittadina che si marita ad uno straniero perde...

Leggi tutto …Quando la donna perdeva automaticamente la cittadinanza italiana prima del 1948

Cittadinanza in Italia? Si magari per matrimonio: c'è diritto in caso di divorzio pronunciato dopo che già erano trascorsi 2 anni dalla domanda? Il caso di Natalia

Una cittadina russa ha presentato domanda di cittadinanza italiana per matrimonio con cittadino italiano, dall’estero, tramite Consolato. Chiede il mio aiuto dopo essere stata convocata dall'Ambasciata per il ritiro del decreto. Il problema? Durante la procedura è intervenuto il divorzio dal coniuge italiano. Il matrimonio era stato celebrato in Italia, il divorzio invece proviene da una sentenza pronunciata da un tribunale russo, non ancora trascritta in Italia. L'amministrazione non è chiaramente al corrente di quanto sopra. La particolarità è che il divorzio è arrivato quando era già decorso il termine di due anni stabilito dall'art. 8, comma 2, della legge 5 febbraio 1992 n. 91.

Leggi tutto …Cittadinanza in Italia? Si magari per matrimonio: c'è diritto in caso di divorzio pronunciato dopo...

E' possibile ottenere la cittadinanza, como obter a cidadania italiana, nel caso del figlio naturale riconosciuto dal solo genitore non italiano?

Uno degli ascendenti in linea retta non era sposato. E’ un problema per la trasmissione della cittadinanza? Uno dei problemi principali riguarda la differenza di status tra figlio naturale e figlio legittimo: per questo motivo i certificati di matrimonio, in ordine di priorità, si collocano al secondo posto della graduatoria (ricordiamo che il figlio naturale è quello nato al di fuori del matrimonio). In Brasile la situazione classica era quella del padre che dichiarava la nascita del figlio, indicando il nome della madre che però non era presente. Se la coppia era sposata non vi è nessun problema. Se invece il figlio è nato fuori dal matrimonio, allora è necessario che il riconoscimento risulti effettuato da entrambi i genitori (con dichiarazioni non necessariamente contestuali), o quantomeno dal genitore di origine italiana...

Leggi tutto …E' possibile ottenere la cittadinanza, como obter a cidadania italiana, nel caso del figlio...

Per lo straniero che richiede la cittadinanza, ogni precedente penale può rappresentare uno scoglio insuperabile

Il Tar Lazio Roma, sez. II quater, 26 settembre 2017, n. 9928, seppure in un caso che si è rivelato favorevole al ricorrente straniero, ha approfittato per consolidare l’orientamento secondo cui il provvedimento di concessione della cittadinanza per residenza è un atto altamente discrezionale, nell’adottare il quale, la pubblica amministrazione può valutare ogni elemento utile a dimostrare la reale corrispondenza tra l’interesse dello straniero ad ottenere lo status civitatis e quello dello Stato ad accogliere il medesimo nella propria comunità. Succede spesso che lo straniero si vede recapitare un preavviso di diniego della cittadinanza per cause piuttosto tenui, reati prescritti o querele rimesse. Tale provvedimento appare, ad opinione di chi scrive, eccessivamente severo, specialmente in presenza di tanti altri elementi favorevoli...

Leggi tutto …Per lo straniero che richiede la cittadinanza, ogni precedente penale può rappresentare uno...

Cittadinanza italiana la si può avere per matrimonio e per separazione di fatto dei coniugi intervenuta nel corso del procedimento. Nuove prospettive

La Corte di cassazione, I^ Sezione, con la sentenza del 17 gennaio 2017, n. 969, ha stabilito un principio importante, che potrebbe notevolmente condizionare il futuro modus operandi della pubblica amministrazione nei procedimenti per il riconoscimento della cittadinanza italiana per matrimonio ai sensi dell’art. 5, Legge 5 febbraio 1992 n. 91. Sappiamo che la separazione di fatto dei coniugi è considerata dall’amministrazione come una condizione ostativa al riconoscimento della cittadinanza (sempreché, a norma del suddetto art. 5, detta separazione sia intervenuta prima dell’adozione del decreto). Ne sono bene al corrente gli stranieri che si vedono richiedere, nella lettera di convocazione per il ritiro del decreto, alcune certificazioni da cui risulti l’attualità ed effettività del vincolo coniugale, se non addirittura la...

Leggi tutto …Cittadinanza italiana la si può avere per matrimonio e per separazione di fatto dei coniugi...

Le due fasi del percorso per ottenere la cittadinanza italiana via materna per i nati prima del 48

Per i discendenti da donna italiana nati prima del 1948, il percorso che porta all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis per via materna si articola in due fasi. La prima fase è l’azione giudiziale. Il requisito cardine dell’açao judicial per linea materna, come detto, è la presenza, nell’albero genealogico, di una donna il cui discendente sia nato prima del 1948. Altrimenti, la cittadinanza iure sanguinis si chiede in via amministrativa. 

Leggi tutto …Le due fasi del percorso per ottenere la cittadinanza italiana via materna per i nati prima del 48

Cittadinanza italiana iure sanguinis per via giudiziale: e i discendenti per via paterna?

I discendenti di avi italiani per la via paterna, nei Paesi come il Brasile dove il numero di domande di cittadinanza italiana è altissimo, si interessano sempre più alla possibilità di realizzare il "sonho de passaporte italiano" tramite un’azione giudiziaria, lamentando la lunghissima lista di attesa nei Consolati italiani di riferimento, che di fatto obbligano i richiedenti ad attendere tempi infiniti, anche 10-15 anni, per ottenere la “dupla cidadania”. Riagganciandosi a una giurisprudenza risalente al 2014 (Tribunale di Roma, 5 dicembre 2014), che ha accolto la domanda presentata da discendenti per via paterna, l’orientamento dei giudici si è attualmente assestato su una posizione favorevole ai discendenti italiani iure sanguinis per via paterna. È vero, infatti, che mentre i discendenti di avi italiani che...

Leggi tutto …Cittadinanza italiana iure sanguinis per via giudiziale: e i discendenti per via paterna?

Azione giudiziale per via materna 1948 e posizione del coniuge del neo-cittadino

Molte persone dal Brasile ci chiedono se una volta effettuata con successo l’azione giudiziale per via materna 1948, il coniuge del discendente, in caso di matrimonio celebrato prima del 1983, possa ottenere anch’egli la cittadinanza italiana. Per quale motivo? Perché le donne straniere coniugate con cittadini italiani prima del 21 aprile 1983 avrebbero acquisito la cittadinanza in modo automatico, per effetto del matrimonio, in base all'articolo 10 della legge 13 giugno 1912 n. 555, allora vigente. La risposta, almeno a mio parere, è “assolutamente no”. Solo a pensarci è una follia giuridica, e vi spiego il perché.

Leggi tutto …Azione giudiziale per via materna 1948 e posizione del coniuge del neo-cittadino

Il diniego della cittadinanza fondato sull'appartenenza dello straniero a movimenti aventi scopi non compatibili con la sicurezza della Repubblica

Partiamo dal dire che i motivi di diniego della cittadinanza inerenti la sicurezza della Repubblica non debbono essere legati necessariamente a condanne o precedenti penali, o anche solo giudiziari a carico del richiedente, ma possono derivare anche da elementi puramente indiziari, relativi a sue specifiche frequentazioni, alla sua appartenenza a movimenti estremisti (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 3 ottobre 2007 n. 5103) o comunque per la condivisione di valori "che possano mettere in pericolo la comunità nazionale" (Tar Lazio II quater n. 2026 del 2015). L’argomento è senza dubbio interessante e di grandissima attualità. In un clima sociale e politico dove regna il sospetto verso "taluni" immigrati, fioccano i dinieghi della cittadinanza basati su questa motivazione. Qui entrano in conflitto, da un lato, la potestà discrezionale della...

Leggi tutto …Il diniego della cittadinanza fondato sull'appartenenza dello straniero a movimenti aventi scopi...

Diniego della cittadinanza. Quando il ricorso al Tar non è la scelta migliore.

Qualunque straniero riceve un provvedimento di diniego della cittadinanza di sicuro non lo approva. E' ingiusto, vuole impugnarlo. Approfondiamo la situazione, e spesso scopriamo che lo straniero non si è difeso nella fase più importante, cioè dopo aver ricevuto la comunicazione di preavviso di diniego della cittadinanza, oppure lo hanno fatto in modo inadeguato, e così il diniego è divenuto definitivo. Il primo pensiero che gli viene in mente è sicuramente di presentare ricorso al Tar Lazio, attratti dalla dicitura finale presente sul provvedimento del Ministero dell'Interno, che per l'appunto rende noto all'interessato della possibilità di impugnare il diniego della cittadinanza, entro 60 giorni dalla notifica, davanti al giudice amministrativo. E' sempre la soluzione giusta il ricorso al Tar? Assolutamente... no! 

Leggi tutto …Diniego della cittadinanza. Quando il ricorso al Tar non è la scelta migliore.

Diffida e sollecito per la cittadinanza. Consigli per l'uso

La diffida per la cittadinanza è sempre la soluzione giusta per sollecitare la pratica di cittadinanza per residenza? La risposta è... assolutamente no! Talvolta la posizione del richiedente è molto delicata: il caso classico è quello dell'esistenza di un precedente penale. Il richiedente pensa che il reato risale a tanti anni fa, o che sul certificato del casellario giudiziale nulla risulta, o ancora, che è finito in prescrizione. E allora cosa fa? Va alla ricerca di un modulo di diffida online per la cittadinanza, e lo invia tramite pec o raccomandata. Nulla di più sbagliato!

Leggi tutto …Diffida e sollecito per la cittadinanza. Consigli per l'uso

Il caso di Olga: la cittadinanza in 12 giorni con il ricorso al Tar

Olga, giovane ragazza moldava, si rivolge a me quando la sua pratica di cittadinanza è in piena istruttoria. Il suo interesse a velocizzare la pratica di cittadinanza è dovuto essenzialmente a motivi di lavoro. Intraprendente e ambiziosa, dal ricco curriculum, Olga ha ricevuto un’allettante proposta lavorativa dal Regno Unito, che però con il suo passaporto moldavo è rimasta in sospeso: le serve il prima possibile la cittadinanza europea, e quindi, il passaporto italiano. 

Leggi tutto …Il caso di Olga: la cittadinanza in 12 giorni con il ricorso al Tar

Non tutte le pratiche di cittadinanza sono uguali

Non sempre la parola d’ordine è “velocizzare” la pratica e l’interesse primario da tutelare è quello di sollecitare la pratica di cittadinanza. Si presentano nella prassi molti casi delicati, da gestire con estrema cautela. L’ipotesi più diffusa è quella in cui, durante la pratica di cittadinanza, salta fuori che il richiedente ha avuto un problema con la giustizia. Prima di presentare la domanda, solitamente gli stranieri richiedono il certificato del casellario giudiziale in Italia. Per lo più sono consapevoli di aver avuto in passato dei problemi con la legge, più o meno gravi, ma vedono che sul certificato penale “NULLA” risulta, e allora credono di essere a posto: “Sono pulito” dicono, e cosa ancora peggiore, lo scrivono quando compilano la domanda di cittadinanza telematica.

Leggi tutto …Non tutte le pratiche di cittadinanza sono uguali

Cittadinanza italiana con il ricorso al Tar quando lo straniero vuole trasferirsi all'estero

Il problema della disoccupazione riguarda italiani e stranieri indifferentemente. Già da tempo si assiste ad una non trascurabile migrazione di lavoratori dall’Italia verso altri Stati come Svizzera, Germania e Regno Unito. Un caso che si verifica spesso nella prassi è quello dello straniero che, dopo aver presentato la domanda di cittadinanza per residenza, si vede recapitare un’allettante offerta di lavoro dall’estero. Spesso questa offerta di lavoro consentirebbe allo straniero: a) di ricongiungersi a familiari, quando la proposta proviene dalla ditta di un fratello, uno zio, un cugino, ecc., o dove gli stessi sono impiegati; b) di migliorare la propria retribuzione o di rimediare ad una situazione lavorativa precaria, se non addirittura ad un sopravvenuto – o imminente - stato di disoccupazione. 

Leggi tutto …Cittadinanza italiana con il ricorso al Tar quando lo straniero vuole trasferirsi all'estero

Perché può essere decisivo il ricorso al Tar per la cittadinanza italiana

Con il ricorso al Tar i tempi per ottenere la cittadinanza si riducono notevolmente.  Il ricorso, lo ricordiamo, si può presentare non appena violato il termine di conclusione del procedimento, fissato in 730 giorni dall'art. 3 del d.P.R. n. 362/1994, ma non oltre 3 anni dalla data di presentazione della domanda. Quando si presenta il ricorso, dopo poco tempo, si vedono gli step del procedimento sul sito ministeriale avanzare, dopo mesi o anni di immobilismo. Sembra come un trucco magico, ma in realtà dietro a questo improvviso avanzamento della pratica di cittadinanza si nasconde un motivo molto semplice: l’Amministrazione ha tutto l’interesse a chiudere il contenzioso al più presto. 

Leggi tutto …Perché può essere decisivo il ricorso al Tar per la cittadinanza italiana

Al via le domande di cittadinanza anche per le unioni civili tra persone dello stesso sesso

Al via le domande di cittadinanza anche per le unioni civili tra persone dello stesso sessoL'11 febbraio 2017 sono entrati in vigore i decreti n. 5, 6 e 7 del 19 gennaio 2017, attuativi delle unioni civili (legge 20 maggio 2016, n. 76 – “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”).Da questa data unioni civili e cittadinanza coesistono: infatti è concesso presentare domanda di cittadinanza anche gli stranieri facenti parte di un'unione civile con cittadino italiano, disciplinata dalla Legge “Cirinnà” , secondo le norme e le procedure previste per la domanda di cittadinanza per matrimonio , art. 5, L. 91/1992.

Al via le domande di cittadinanza anche per le unioni civili tra persone dello stesso sesso nel 2020Al via le domande di cittadinanza anche per le unioni civili tra persone dello stesso sesso

Sono efficaci le lettere di sollecito standard copiate dai forum online per gli stranieri?

Grazie a un nutrito scambio di notizie e di informazioni, soprattutto online, gran parte degli stranieri che richiedono la cittadinanza italiana sono oggi al corrente che il termine per la conclusione del procedimento è di 730 giorni. In linea di massima è quindi risaputo che la legge assegna all’Amministrazione un termine preciso per decidere la domanda di cittadinanza. Trattasi di un termine perentorio, dalla cui violazione, appunto viene a configurarsi un’ipotesi di “silenzio” amministrativo, che l’istante ha la possibilità di impugnare con il ricorso al Tar del Lazio, o contro cui può opporsi in via stragiudiziale con una pratica di sollecito, al fine di ottenere un provvedimento espresso sulla propria domanda il prima possibile. 

Leggi tutto …Sono efficaci le lettere di sollecito standard copiate dai forum online per gli stranieri?

Le trappole del procedimento per la concessione della cittadinanza italiana

Partiamo da una premessa. Non c’è straniero che riceve un preavviso di diniego della cittadinanza italiana che se lo aspettava. A meno che non si tratti di un caso eclatante (es. di una persona con una sfilza di precedenti penali alle spalle), in cui la domanda neppure doveva essere presentata, nessuno si aspetta di ricevere il preavviso di diniego. Chiunque ci contatta per difendersi contro il preavviso ex 10 bis, L. 241/1990, ci mostra sempre un certo stupore. Spesso l’utente ci riferisce che sul sito ministeriale, da pochi giorni, appare la dicitura “inviato preavviso di diniego”, noi chiediamo quale possa essere il motivo, secondo lui, per il quale il Ministero dell’Interno non intende accogliere la sua domanda, e ci viene detto “non lo so”, o “non ne ho idea, ho tutti i requisiti”. Perché questa premessa? Continuiamo a...

Leggi tutto …Le trappole del procedimento per la concessione della cittadinanza italiana

Quando lo straniero si vede modificare il cognome nel decreto di cittadinanza. Esiste il diritto a mantenere il cognome riportato sul passaporto?

La circolare n. 144424 del 23 dicembre 2013 del Ministero dell’Interno e il successivo parere del Consiglio di Stato n 850 del 22 febbraio 2013 hanno posto fine all’originaria regola di attribuire allo straniero naturalizzato italiano il nome e cognome che risultavano corretti per la legge italiana. La normativa italiana, infatti, stabiliva che in caso di acquisto della cittadinanza italiana, veniva applicata la legge del nostro ordinamento, per cui, al di là delle generalità che figuravano sull’atto di nascita, allo straniero naturalizzato veniva attribuito, dopo il prenome, il cognome paterno. Ciò tuttavia appariva contrario ai principi comunitari connessi alla cittadinanza europea, ossia al divieto di discriminazione effettuata in base alla nazionalità e alla libertà di circolazione di cui agli artt. 18, 20 e 21 del Trattato sul...

Leggi tutto …Quando lo straniero si vede modificare il cognome nel decreto di cittadinanza. Esiste il diritto a...

 

Invia la tua richiesta

Se vuoi maggiori informazioni, compila questo modulo.
Ti contatteremo il prima possibile.
 
Accertarsi di inserire una email corretta altrimenti sarà per noi impossibile rispondere.

P.S: In mancanza di una risposta entro 5 giorni, bisogna intendere che, in relazione all'argomento sottoposto, lo Studio non ha la possibilità di prendere in carico il caso
Termini di servizio *



Via dei Gracchi, 151 
00192 Roma

Orari ufficio:

Dal lunedì al venerdì

9.00 - 13.00
 15.00 - 19.00

Si riceve solo
previo appuntamento
telefonico o e-mail

info@avvocatoimmigrati.it

Chiama allo 06.88921971