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Articoli Ingresso e Soggiorno

Gli stranieri appartenenti agli Stati della c.d. “black list”, per fare regolare ingresso in Italia, necessitano di un visto. Lo step immediatamente successivo, per chi intende rimanere in Italia oltre 90 giorni, è richiedere entro 8 giorni il permesso di soggiorno.

Conoscere la normativa, la prassi amministrativa e la giurisprudenza in materia di ingresso e soggiorno è molto importante per gli stranieri che vogliono entrare e soggiornare regolarmente nel territorio nazionale, senza correre il rischio di subire un decreto di espulsione.

Selezioniamo e pubblichiamo le tematiche di maggiore rilevanza e attualità in materia di ingresso e soggiorno in Italia, cercando di fornire ai nostri utenti online un ampio catalogo di contenuti a portata di clic. 

 


Divieto di conversione del permesso di soggiorno rilasciato per casi particolari ex art. 27 Testo Unico Immigrazione

Il permesso di soggiorno per "casi particolari" non si converte: la lezione del TAR Lombardia Introduzione Hai lavorato in Italia con regolare permesso di soggiorno, hai pagato le tasse, non hai precedenti penali e hai trovato un nuovo datore di lavoro disposto ad assumerti, ma in un altro ambito rispetto al rapporto lavorativo iniziale. Credi che la conversione del permesso di soggiorno sia comunque possibile, eppure la Questura te la nega. Sembra ingiusto, ma lo è realmente? Questo è lo scenario che emerge dalla sentenza n. 120 del 4 febbraio 2026 del TAR Lombardia (Brescia), che ha messo un punto fermo su una questione spesso sottovalutata: non tutti i permessi di soggiorno sono uguali, e alcuni non permettono di cambiare strada, anche quando tutto sembrerebbe andare per il verso giusto. Sintesi del caso Un cittadino indiano...

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Cosa fare dopo il rigetto del visto: guida alle alternative e al ricorso

Nel panorama attuale dell'immigrazione italiana, caratterizzato da politiche sempre più restrittive, un diniego del visto d'ingresso può rappresentare un ostacolo apparentemente insormontabile al tuo progetto di vita in Italia. Tuttavia, è importante sapere che esistono strumenti legali efficaci per contestare decisioni che potrebbero nascondere discriminazioni o valutazioni errate da parte delle Ambasciate. Ricevere una lettera di rigetto dopo aver atteso settimane o mesi per un visto può essere un’esperienza dura. Che si tratti di un visto per turismo, lavoro, studio o ricongiungimento familiare, leggere che la richiesta è stata respinta lascia spesso spazio a frustrazione e incertezza. Per molti, il rigetto dell’ambasciata è un momento di smarrimento: cosa si può fare adesso? Esistono davvero alternative? In realtà sì, esistono....

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Vivere in Italia da partner di cittadino UE: cosa ti spetta davvero

Condividere la vita con un cittadino europeo e costruire un futuro insieme in Italia è possibile, ma il percorso può essere complicato se non si conoscono le regole che disciplinano il soggiorno dei partner stranieri. Tra dubbi sui documenti, rinnovi del permesso e diritti riconosciuti, la burocrazia può diventare un ostacolo importante. Questo articolo vuole offrire una guida chiara a chi vive in Italia con un cittadino UE e desidera affrontare tutto con maggiore consapevolezza. Come iniziare il percorso di regolarizzazione in Italia Per un partner straniero che convive con un cittadino europeo, la prima tappa fondamentale è comprendere quale permesso di soggiorno sia applicabile. Se la coppia è legata da matrimonio o unione civile, si ha diritto a richiedere una carta di soggiorno per partner UE. Anche in caso di convivenza con...

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Famiglia separata? Le vie legali per ricongiungerti con i tuoi cari

Essere lontani dalle persone che si amano non è mai facile. Per molti cittadini stranieri che vivono in Italia, la distanza da moglie, figli o genitori non è solo una questione geografica, ma una ferita quotidiana. A volte è il lavoro, altre volte sono le leggi e i tempi della burocrazia a separare le famiglie. E mentre la vita va avanti, resta una domanda che pesa: “Come posso portare qui la mia famiglia?” Chi vive questa realtà sa bene cosa significa sentirsi impotente davanti ai confini, soprattutto quando le informazioni sono frammentate o i procedimenti sembrano troppo complessi. Ma esistono percorsi legali precisi, e sapere come funzionano può davvero cambiare le cose. Come funziona il ricongiungimento con moglie e figli Il ricongiungimento familiare è un diritto riconosciuto dalla legge italiana agli stranieri regolarmente...

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Legami forti oltre il sangue: quando adottare un adulto è possibile

Esistono legami familiari che si costruiscono nel tempo, giorno dopo giorno, anche senza un vincolo biologico. Persone che crescono insieme, che si sostengono come padre e figlio o come madre e figlia, pur non avendo mai condiviso lo stesso sangue. In queste situazioni, molti si chiedono se sia possibile formalizzare quel legame sul piano giuridico. In effetti, adottare un adulto non solo è possibile, ma in determinati casi è anche pienamente riconosciuto dal nostro ordinamento. L’adozione di un maggiorenne in Italia è un istituto previsto dal diritto di famiglia che consente di dare un riconoscimento legale a relazioni affettive profonde, spesso nate da percorsi di cura, coabitazione o sostegno reciproco. Si tratta di una scelta che ha valore simbolico e giuridico, e che può avere importanti riflessi anche sul piano patrimoniale e...

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Lavorare in Italia fuori dai flussi? Le vie alternative che esistono davvero

Ogni anno, migliaia di persone nel mondo cercano un modo per lavorare legalmente in Italia. I decreti flussi sono la strada più conosciuta, ma non sempre accessibile: posti limitati, tempistiche rigide e lunghi tempi di attesa rendono il sistema spesso inadeguato rispetto alla reale domanda di lavoro. Chi non riesce a rientrare nelle quote previste si trova a un bivio: aspettare, oppure cercare una via alternativa. Fortunatamente, esistono soluzioni concrete per entrare in Italia per motivi di lavoro anche fuori dai flussi. Non sono facili, ma sono reali e possono fare la differenza per chi vuole costruire il proprio futuro in modo regolare. Vie alternative ai decreti flussi: quali sono e quando si possono usare L’ingresso per lavoro fuori quote è possibile in alcuni casi specifici previsti dalla normativa italiana. Ecco le...

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Contratto di convivenza con stranieri regolarmente registrato nonostante iniziale resistenza del Comune

Un altro risultato positivo per Boschetti Studio Legale: siamo riusciti a far registrare un contratto di convivenza in favore di una coppia composta da un cittadino italiano e una cittadina extra-UE, sebbene il Comune inizialmente, per le vie informali, si fosse opposto. Parliamo di una recente pratica che ha riguardato una coppia formata da un cittadino italiano e una cittadina australiana, uniti da una relazione stabile e desiderosi di creare futuro insieme in Italia. La coppia, in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, provando la stabilità del legame affettivo e la disponibilità di un'abitazione comune, si era inizialmente vista scoraggiare dalla possibilità di registrare il contratto di convivenza presso il Comune, a seguito di informazioni ricevute dagli uffici preposti. Nonostante le difficoltà segnalate dagli...

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Coppie miste e Unione Europea: i tuoi diritti quando l’amore è europeo

Quando uno dei due partner è cittadino europeo e l'altro no, la relazione non è solo un legame affettivo ma anche un percorso burocratico. Sempre più persone si trovano a vivere in Italia o in altri Paesi UE in una coppia mista, spesso unite da un matrimonio con cittadino europeo o da una unione civile con cittadino UE. In questi casi, è fondamentale conoscere i propri diritti e le possibilità concrete per vivere in Europa con un partner straniero senza incorrere in ostacoli amministrativi. La legge europea tutela il ricongiungimento familiare per le coppie miste, ma non sempre tutto fila liscio. In Italia, le prassi possono variare da Comune a Comune e non mancano situazioni critiche, soprattutto nei primi mesi dopo l'arrivo. Quando il partner extra-UE non riesce a ottenere la residenza in Italia Molte coppie scoprono solo dopo il...

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Hai ricevuto il rifiuto del visto dal consolato italiano? Ecco come reagire con consapevolezza

Ricevere un diniego del visto d’ingresso può essere un’esperienza frustrante e scoraggiante, soprattutto quando si tratta di un diniego del visto turistico per raggiungere familiari o persone care in Italia. Spesso il consolato italiano che rifiuta il visto non fornisce spiegazioni dettagliate, lasciando il richiedente in una condizione di incertezza. Tuttavia, è importante sapere che non tutto è perduto: esistono percorsi concreti per affrontare la situazione e, se necessario, proporre un ricorso contro il diniego del visto. Questa guida pratica spiega come agire dopo il rifiuto del visto, quali sono i diritti del richiedente, le tempistiche da rispettare e le possibilità di ottenere un riesame o una nuova valutazione. Analizzare i motivi del rifiuto del visto è il primo passo Dopo aver ricevuto il rifiuto del visto dal consolato...

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Una vita insieme senza matrimonio? Le tutele che forse non conosci

Anna è italiana, Luis è colombiano. Vivono insieme a Bologna da tre anni, si amano, condividono tutto: casa, spese, progetti. Ma non sono sposati. Quando Luis ha dovuto rinnovare il permesso di soggiorno, le cose si sono complicate. Niente matrimonio, niente diritto automatico al soggiorno. E così, la loro stabilità è diventata fragile, da un giorno all’altro. Non è una storia rara. Sempre più coppie scelgono la convivenza senza matrimonio in Italia, per motivi personali, culturali o pratici. Ma pochi sanno che, senza strumenti legali adeguati, queste unioni rischiano di non avere alcuna tutela, né sul piano civile né su quello del soggiorno per partner stranieri. I limiti giuridici della convivenza non registrata Nel linguaggio comune si parla spesso di “coppie di fatto”, ma la legge italiana fa una distinzione chiara tra...

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Nulla osta negato? Ecco come far valere i tuoi diritti in tribunale

Ricevere un diniego al ricongiungimento familiare è un momento difficile. Dopo mesi di attesa, documenti raccolti e speranze coltivate, vedere la richiesta respinta può generare scoraggiamento e senso di ingiustizia. Ma non tutto è perduto. In molti casi è possibile reagire, attivare gli strumenti previsti dal diritto dell’immigrazione e far valere le proprie ragioni di fronte a un giudice. Questo articolo è pensato per chi ha ricevuto un ricongiungimento familiare respinto e cerca risposte concrete: cosa significa il diniego? Cosa si può fare? A chi rivolgersi? Vediamo insieme le possibili soluzioni. Quando il nulla osta viene negato: cosa significa e perché succede Il nulla osta è l’autorizzazione rilasciata dallo Sportello Unico per l’Immigrazione che permette a un cittadino extracomunitario di far arrivare in Italia i propri...

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Riunirsi ai propri cari in Italia: tutto ciò che devi sapere

Vivere lontani dai propri familiari non è mai facile, soprattutto quando si tratta di coniugi, figli o genitori. Per molti stranieri in Italia, il ricongiungimento familiare rappresenta un passo fondamentale per ricostruire un equilibrio di vita e creare radici stabili. Ma la burocrazia può sembrare complessa, e sapere da dove iniziare fa la differenza. In questa guida spieghiamo in modo semplice e chiaro come funziona il procedimento per ottenere il nulla osta al ricongiungimento familiare, chi ne ha diritto e quali sono i passaggi successivi per ottenere il permesso di soggiorno per familiari extracomunitari. Requisiti per il ricongiungimento familiare: chi può fare richiesta Per richiedere il ricongiungimento familiare in Italia, è necessario essere un cittadino extracomunitario titolare di un permesso di soggiorno di almeno un...

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Il visto per chi vuole vivere in Italia senza lavorare: sogno o realtà?

L’Italia è una delle destinazioni più ambite da chi desidera cambiare vita e godere di un ambiente culturale, climatico e umano unico. Per molti stranieri in Italia, l’idea di trasferirsi stabilmente senza necessità di lavorare rappresenta un obiettivo concreto, soprattutto per chi dispone di risorse economiche autonome o è già in pensione. In questo contesto, il visto per la residenza elettiva si presenta come una soluzione legale e strutturata per vivere in Italia senza lavorare. Di seguito, una guida completa su come ottenere il visto per pensionati in Italia o per stranieri facoltosi, inclusi i requisiti, i passaggi amministrativi e i documenti necessari. Requisiti per la residenza elettiva in Italia: a chi è destinato questo visto Il visto per la residenza elettiva è pensato per cittadini non appartenenti all’Unione Europea che...

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Decreto Flussi 2025: Guida completa per l'ingresso dei lavoratori stranieri in Italia

Il Decreto Flussi è uno strumento fondamentale nella gestione dell'immigrazione legale in Italia, stabilendo le quote massime di lavoratori stranieri non comunitari che possono fare ingresso nel territorio nazionale per motivi di lavoro subordinato (stagionale e non) e di lavoro autonomo.  Per l'anno 2025, la programmazione dei flussi d'ingresso legale in Italia dei lavoratori stranieri è definita in attuazione del decreto legislativo n. 286/1998 (Testo Unico sull'immigrazione), del D.P.C.M. 27 settembre 2023 per il triennio 2023/2025, e delle innovative disposizioni introdotte dal decreto legge 11 ottobre 2024, n. 145. Queste normative delineano settori lavorativi prioritari e procedure specifiche per la presentazione delle domande. Affrontare la complessità di queste procedure richiede competenza e attenzione. Lo Studio Legale...

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Il visto per residenza elettiva: un'opportunità per chi desidera trasferirsi in Italia senza dover lavorare

Il visto per residenza elettiva è una soluzione molto valida per lo straniero con buone risorse economiche che desidera trasferirsi in Italia non per lavorare, ma semplicemente per godersi la bellezza del paese, imparare la lingua e immergersi nella cultura italiana, potendo contare di risorse economiche proprie, ampie e stabili di cui si possa supporre la continuità per il futuro. Cos'è il visto per residenza elettiva?  Il visto per residenza elettiva è un tipo di visto d'ingresso pensato per coloro che desiderano stabilirsi in Italia senza dover lavorare nel Paese, perché in possesso di ampie e autonome risorse economiche differenti da proventi di attività di lavoro.  Per ottenere questo visto è necessario dimostrare: la capacità di sostenersi finanziariamente in Italia senza dover lavorare; di avere la disponibilità di un...

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Residenza elettiva e permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Sentenza del Tar Puglia sul diniego dell'istanza per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e del rinnovo del permesso di soggiorno per c.d. residenza elettiva "Ai fini del rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo, l'art. 9 TUI richiede, tra le altre condizioni, il possesso di un titolo di soggiorno in corso di validità da almeno cinque anni, senza specificarne la tipologia e senza che siano previste preclusioni. Ne segue che non c'è alcuna incompatibilità tra residenza elettiva e permesso di soggiorno di lunga durata, al quale potrà accedere, soddisfatti tutti gli altri presupposti, sia lo straniero giunto in Italia per motivi economici, sia lo straniero che abbia fatto ingresso per protezione internazionale, sia, a fortiori, lo straniero in possesso di ampie disponibilità...

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Assegno unico figli 2021

Lo Studio Legale Internazionale Boschetti, con l'obiettivo di essere sempre più un riferimento per i suoi clienti, presta assistenza e consulenza nella pratica di richiesta dell'assegno unico figli 2021 presentata da stranieri residenti in Italia.  A partire dal 1 luglio 2021, il Governo italiano ha previsto l'entrata in vigore del nuovo strumento di sostegno per tutti i nuclei familiari con figli a carico, che andrà a sostituire i sussidi attuali di supporto alle famiglie (come il bonus nascita, il bonus bebé, le detrazioni fiscali per i figli a carico e l'assegno familiare) e che verrà erogato con importo progressivo calcolato sulla base del modello ISEE.  La misura consiste nella concessione di una quota massima mensile di 250,00 Euro per ciascun figlio minorenne a carico, a partire dal settimo mese di...

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La nostra consulenza e assistenza in materia di visto per residenza elettiva

Iniziamo ricordando cos'è il visto per residenza elettiva. Si tratta di un'ipotesi di ingresso per soggiorno di lunga durata per lo straniero che è in grado di dimostrare di poter vivere in Italia con risorse proprie, stabili nel tempo, di cui si può desumere la capacità di persistere nel futuro. Tali risorse devono differire da compensi lavorativi. Infatti la ratio del visto per residenza elettiva è quella di consentire allo straniero di poter soggiornare in Italia senza dover svolgere attività lavorativa, per il fatto di possedere, appunto, delle risorse economiche stabili e durature, differenti dal lavoro, che gli consentono di mantenersi dignitosamente. La demarcazione tra la residenza elettiva e l'attività di lavoro è stata tuttavia attenuata a seguito del recente decreto legge 21 ottobre 2020, convertito con...

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Come posso entrare in Italia regolarmente al di fuori delle quote stabilite dal decreto flussi?

È noto che il Governo italiano non emette un decreto flussi vero e proprio ormai da molti anni. Gli ultimi decreti flussi sono infatti riservati a ipotesi del tutto eccezionali, come quelle degli investitori disposti a creare delle start-up innovative, con notevoli capitali e la creazione di posti di lavoro. Dunque, lo straniero che intende fare ingresso in Italia per lavoro, sia autonomo che subordinato, anche come colf o badante, incontra oggi notevoli difficoltà. Diventa allora necessario volgere l'attenzione alle ipotesi di ingresso per lavoro in casi particolari, contenute essenzialmente nell'art. 27 del Testo Unico sull'Immigrazione.

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Lavorare in Italia per un cittadino straniero. Quali sono le difficoltà più grandi?

In un contesto socio-politico come quello attuale, in cui si discute molto di come regolare le ondate di migrazioni irregolari provenienti via mare, ci si dimentica completamente degli stranieri che, al contrario, vorrebbero fare ingresso in Italia in modo regolare, con un visto e un normale passaporto. È noto, infatti, come da molti anni il governo italiano non emetta un decreto flussi nel senso reale del termine, come previsto dal Testo Unico sull'Immigrazione, rinunciando così a disciplinare l'ingresso legale degli stranieri. Eppure questi stranieri, come hanno sempre dimostrato di fare, potrebbero costituire un valore aggiunto per la nostra società ed economia, prestando attività di lavoro di particolare valore sociale (come l'assistenza per gli anziani o gli invalidi) o avviando attività professionali o d'impresa.

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Come posso ottenere un permesso di soggiorno in Italia acquistando un appartamento senza dover lavorare?

L'allegato al D.M. 850/2011, tra le varie tipologie di visti d'ingresso, al n. 13 prevede il visto per "residenza elettiva". Tale visto consente l'ingresso in Italia allo straniero che intende stabilirsi nel nostro Paese e sia in grado di mantenersi autonomamente senza dover lavorare. Lo straniero che vuole richiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva deve fornire garanzie ("adeguate" e "documentate") in merito sia alla disponibilità di un'abitazione da eleggere a residenza, sia al possesso di "ampie risorse economiche autonome, stabili e regolari, di cui si possa ragionevolmente supporre la continuità nel futuro".

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Il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere richiesto dallo straniero di qualsiasi nazionalità?

Il permesso di soggiorno per residenza elettiva consente un soggiorno in Italia superiore a novanta giorni a stranieri di qualunque nazionalità. Il requisito è unico per tutti, ovvero la dimostrazione di poter mantenersi autonomamente nel territorio nazionale senza dover esercitare alcuna attività lavorativa.  Lo straniero deve anche dimostrare di avere la disponibilita di un’abitazione da eleggere a residenza, e di essere titolare di ampie risorse economiche - come detto differenti dal lavoro - sulle quali possa contare anche nel futuro (es. rendite, pensioni, vitalizi, quote azionarie, etc.)

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Il nuovo visto per turismo - visita famiglia/amici

Su spinta della Commissione Europea, è stato di recente istituito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale una nuova sottocategoria di visto per turismo: il visto per “Turismo - Visita famiglia/amici”. La Commissione Europea, infatti, aveva rilevato come le norme nazionali italiane (in particolare, il D.M. 850/2011), racchiudessero nella tipologia del visto per “Turismo” due motivazioni di ingresso e soggiorno in realtà differenti: da un lato, quella legata alla spendita di un periodo di vacanza all’interno dello Spazio Schengen, dall’altro, quella che riguardava la visita di familiari o amici. Ne derivava l’obbligo per il richiedente di presentare documentazione giustificativa parzialmente diversa per la medesima tipologia di visto. Le due figure di visto sono state pertanto distinte dal Ministero degli...

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Dimora, residenza e domicilio per la legge anagrafica

Per gli stranieri in Italia, soprattutto quelli che intendono richiedere la cittadinanza italiana per residenza, assumono particolare importanza le norme anagrafiche. Lo straniero che va ad insediarsi in un determinato Comune italiano dovrebbe avere ben chiari, sin dall'inizio, i requisiti che sono alla base dell'iscrizione nell'anagrafe, al fine di esercitare i diritti che sono connessi alla residenza e di poter un giorno richiedere la cittadinanza italiana. E' per lo più la non conoscenza di tali norme e requisiti che creano il problema della cancellazione anagrafica, che costringe molti stranieri a dover rimandare l'obiettivo della cittadinanza italiana, vedendo interrotta la propria residenza in Italia. 

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Rischio migratorio quando esiste una relazione sentimentale tra il richiedente il visto e la persona invitante

E' molto difficile poter contrastare il diniego del visto di breve durata, quando il richiedente non ha forti elementi che lo trattengono nel suo Paese, quando non ha redditi, non ha un lavoro stabile, non ha beni immobili di proprietà, ecc. Per consolidata esperienza dobbiamo dire che le possibilità di successo di un ricorso fondato su queste premesse sono bassissime. Al di là dei motivi stereotipati che concretamente sono stati "barrati" sul modulo uniforme Schengen, è evidente che l'Ambasciata viene allarmata dal "rischio migratorio", ovvero dal rischio che il richiedente non effettui il rimpatrio una volta scaduto il visto di breve durata, e quindi, che il visto di breve durata (ad es. turistico) venga in realtà utilizzato con scopi strumentali. 

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Novità importanti per i cittadini della Georgia!

Il 27 febbraio scorso, il Consiglio ha adottato un regolamento sulla liberalizzazione dei visti d'ingresso per i cittadini georgiani che si recano nell’Unione Europea per un soggiorno di 90 giorni su un periodo di 180 giorni. I cittadini della Georgia non avranno più l'obbligo di richiedere il visto d'ingresso, e quindi, non ci sarà più per loro il timore di subire un provvedimento di diniego del visto! 

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