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Le due fasi del percorso per ottenere la cittadinanza italiana via materna per i nati prima del 48

Per i discendenti da donna italiana nati prima del 1948, il percorso che porta all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis per via materna si articola in due fasi.

La prima fase è l’azione giudiziale. Il requisito cardine dell’açao judicial per linea materna, come detto, è la presenza, nell’albero genealogico, di una donna il cui discendente sia nato prima del 1948.

Altrimenti, la cittadinanza iure sanguinis si chiede in via amministrativa

E’ difficile indicare una durata certa della prima fase, poiché i fattori che incidono sulla lunghezza del processo sono diversi. Anzitutto bisogna avere riguardo alla complessità della causa: è molto probabile che una causa con un solo richiedente si concluda prima rispetto ad un’altra con 5 richiedenti, magari di ceppi diversi (ad esempio, fratelli e cugini).

Il giudice designato, la condotta processuale dell’Amministrazione sono ulteriori fattori che possono determinare i tempi di attesa per ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis via materna.

La seconda fase (dato per implicito che il processo abbia avuto esito positivo) è quello della trascrizione dell’acquisito status di cittadino italiano.

Il giudice, infatti, dichiara che il/la Sig./Sig.ra X è cittadino/a italiano/a, e ordina al Ministero dell’Interno, e per esso all’Ufficiale di stato civile del comune competente, di procedere alle iscrizioni e trascrizioni di legge.

In sostanza, occorre rivolgersi al comune di nascita dell’avo italiano, inviare tutti gli atti del processo, inclusa naturalmente la sentenza, e richiedere che lo status acquisito di cittadino italiano diventi ufficiale ai sensi delle leggi anagrafiche e dello stato civile.

L’interessato può eseguire questa fase personalmente, tramite il consolato italiano. Oppure, come spesso avviene, le trascrizioni (riguardando l’attività esecutiva della sentenza) formano oggetto del mandato professionale conferito all’avvocato in Italia.

Successivamente a questi adempimenti burocratici, l’interessato potrà richiedere la carta d’identità e il passaporto italiano, che gli consentiranno di realizzare il sogno della "dupla cidadania", un sogno coltivato per anni: aggiungere la cittadinanza italiana a quella brasiliana, argentina, cilena, ecc. e viaggiare in Europa e fuori senza limitazioni.

La durata della seconda fase è più imprevedibile, poiché non tutti gli ufficiali di stato civile hanno la stessa competenza sulla materia e la stessa rapidità di esecuzione delle procedure. Ad ogni modo, si avvisa che la legge prevede come termine massimo per la conclusione del procedimento 180 giorni.

 

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