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Francesco Boschetti
Avvocato

Studio Legale di
Diritto dell'Immigrazione

 
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Cittadini dell'Unione

Assistiamo i cittadini comunitari e i loro familiari, sia dell'Unione che di nazionalità extra-europea, in tutte le fattispecie che riguardano il diritto alla libera circolazione e soggiorno degli stessi nel territorio italiano

La normativa di riferimento è il decreto legislativo del 6 febbraio 2007, n. 30, che ha recepito nell'ordinamento italiano la direttiva 2004/38/CE in materia di diritto dei cittadini comunitari e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati Membri. 

Il decreto legislativo in esame, dunque, disciplina le modalità di esercizio del diritto di libera circolazione, ingresso e soggiorno e soggiorno permanente nel territorio dello Stato da parte dei cittadini dell'Unione Europea e di una precisa categoria di familiari, che li accompagnano o raggiungono, nonché le limitazioni a tale diritto.

Tali limitazioni possono essere dovute unicamente a motivi di sicurezza dello Stato, motivi imperativi di pubblica sicurezza, altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, come successivamente andremo a specificare.

I soggetti destinatari

I familiari che possono usufruire delle prerogative previste dal D. Lgs. n. 30/2007, ai sensi dell'art. 2, sono:

  • Il coniuge;
  • il partner che abbia contratto con il cittadino dello Stato membro un'unione registrata sulla base della legislazione di un altro Stato membro, qualora lo Stato ospitante equipari l'unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste nella pertinente legislazione dello Stato ospitante medesimo;
  • i discendenti diretti di età inferiore ad anni 21 o a carico, e quelli del coniuge o partner di cui sopra;
  • gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner.

L'art. 3 prevede un diritto più affievolito, consistente nell'impegno per lo Stato membro ospitante di agevolare, conformemente alla propria legislazione nazionale, l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone:

  • ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'art. 2, se è a carico oppure convive, nel paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto al soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino dell'Unione lo assista personalmente;
  • il partner con cui il cittadino dell'Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata con documentazione ufficiale.
Diritto d'ingresso

Per poter fare ingresso in Italia è sufficiente che il cittadino dell'Unione sia in possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio, secondo la legislazione del proprio Stato. Ai loro familiari, invece, è richiesto il passaporto in corso di validità.

Resta fermo l'obbligo di munirsi del visto d'ingresso per i familiari dei cittadini dell'Unione che appartengono agli stati della cosiddetta "lista nera", per i quali è previsto il relativo obbligo.

Al riguardo, tuttavia, si ricorda che il Ministero degli Esteri, con messaggio del 6 agosto del 2013, diramato con successiva circolare del Ministero dell'Interno, ha eliminato il visto nazionale (ossia il visto di tipo C per gli ingressi superiori a 90 giorni) come condizione per l’ingresso in Italia dei familiari extracomunitari dei cittadini UE.

Da febbraio 2014, pertanto, il familiare di cittadino UE deve richiedere un visto di tipo C (fino a 90 gg.) di breve durata per turismo con ingressi multipli. Il visto è gratuito e va richiesto alla Rappresentanza Diplomatica/Consolare italiana all’estero, allegando la documentazione che certifica il legame di parentela con il cittadino UE. Ha ingressi multipli e una validità massima di 90 giorni da usufruire nell’arco di 6 mesi.

La dichiarazione di presenza 

Per il cittadino comunitario o il suo familiare non è previsto l'obbligo di dichiarare la propria presenza sul territorio nazionale.

Tuttavia, qualora tale dichiarazione non venga presentata, si presume, salvo prova contraria, che il soggiorno si sia protratto da oltre tre mesi, con tutte le conseguenze che si andranno a vedere.

Diritto di soggiorno fino a tre mesi

Non è richiesta alcuna formalità al cittadino comunitario in caso di soggiorno contenuto entro i 90 giorni, salvo il possesso del documento d'identità valido per l'espatrio.

Lo stesso vale per i familiari di cittadinanza extra-Ue, ai quali, tuttavia, come già evidenziato, compete l'obbligo di presentare il passaporto in corso di validità.

Diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi

In questo caso il cittadino dell'Unione è tenuto a dimostrare:

1. Che è lavoratore subordinato o autonomo nello Stato ospitante (se è lavoratore, si presume abbia risorse economiche per essere ritenuto autosufficiente e non a carico dello Stato).

Si ricorda che il cittadino dell'Unione, già lavoratore subordinato o autonomo sul territorio nazionale, conserva il diritto al soggiorno quando:

  • E' temporaneamente inabile al lavoro a seguito di una malattia o di un infortunio;
  • è in stato di disoccupazione involontaria debitamente comprovata dopo aver esercitato attività lavorativa per oltre un anno nel territorio nazionale, ed è iscritto presso il Centro per l'Impiego, ovvero abbia reso la dichiarazione che attesti l'immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa;
  • si trova in stato di disoccupazione involontaria debitamente comprovata al termine di un contratto di lavoro di durata determinata inferiore ad un anno, o si è trovato in tale stato nei primi dodici mesi di soggiorno nel territorio nazionale, è iscritto presso il Centro per l'Impiego o ha reso la dichiarazione suddetta di immediata disponibilità al lavoro;
  • se segue un corso di formazione professionale.

2. Che a prescindere dal fatto che possieda o no un lavoro, dispone per sé stesso e per i propri familiari di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell'assistenza sociale dello Stato durante il soggiorno, e di un'assicurazione sanitaria o altro titolo idoneo che copra tutti i rischi nel territorio nazionale;

3. che è iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi come attività principale un corso di studi o di formazione professionale e dispone, per sé e per i propri familiari, di risorse economiche sufficienti, per non diventare un onere a carico dell'assistenza sociale dello Stato durante il soggiorno, e di un'assicurazione sanitaria o altro titolo idoneo che copra tutti i rischi nel territorio nazionale;

4. che è familiare, come definito dall'art. 2, che accompagna o raggiunge un cittadino dell'Unione che ha diritto di soggiornare poiché in possesso dei requisiti sopra indicati.

Si ricorda che non può essere allontanato, tra gli altri, il cittadino dell'Unione che sia entrato nel territorio dello Stato per cercare un posto di lavoro.

In tal caso, i cittadini dell'Unione (e i loro familiari) non possono essere allontanati fino a quando possono dimostrare di essere iscritti nel Centro per l'Impiego da non più di sei mesi, ovvero di aver reso la dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e di non essere stati esclusi dallo stato di disoccupazione ai sensi dell'art. 4 del D. Lgs. 297/2002. 

Impugnazione del provvedimento di diniego

La competenza in materia di ricorso avverso il diniego o la revoca del diritto al soggiorno è del Tribunale Ordinario, che procede con il rito di cognizione sommaria ai sensi degli artt. 702-bis e ss. del codice di procedura civile. Il procedimento è infatti disciplinato dall'art. 16 del D. Lgs. 1° settembre 2011, n. 150.

L'iscrizione anagrafica

E' richiesta quando il cittadino comunitario o il suo familiare intendano soggiornare per oltre tre mesi. Per l'iscrizione anagrafica del cittadino comunitario, viene richiesta la documentazione idonea ad attestare:

  • l'attività lavorativa, subordinata o autonoma, esercitata (se lavoratore subordinato o autonomo nello Stato);
  • la disponibilità di risorse economiche sufficienti per sé e per i propri familiari, nonché la titolarità di assicurazione sanitaria o altro titolo idoneo che copra tutti i rischi nel territorio nazionale (se privo di lavoro ma comunque in possesso di risorse economiche superiori all'importo dell'assegno sociale, con i relativi aumenti in caso di nucleo familiare);
  • l'iscrizione presso un istituto pubblico o privato riconosciuto dalla vigente normativa e la la titolarità di assicurazione sanitaria o altro titolo idoneo che copra tutti i rischi nel territorio nazionale (nel caso di cittadino comunitario iscritto presso un istituto pubblico o privato riconosciuto per seguirvi come attività principale un corso di studi o di formazione professionale).

Per l'iscrizione anagrafica del familiare del cittadino dell'Unione non avente un autonomo diritto di soggiorno è richiesta la presentazione dei seguenti documenti:

  • la copia del passaporto, ed eventuale visto d'ingresso, o documento equivalente in corso di validità;
  • un documento rilasciato dall'autorità competente del Paese di origine o provenienza che attesti la qualità di familiare e, qualora richiesto, di familiare a carico ovvero di membro del nucleo familiare ovvero del familiare affetto da gravi problemi di salute, che richiedono l'assistenza personale del cittadino dell'Unione, titolare di un autonomo diritto di soggiorno;
  • l'attestato della richiesta d'iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell'Unione;
  • quattro fotografie in formato tessera;
  • nel caso la richiesta sia presentata dal partner con cui il cittadino dell'Unione ha una relazione stabile, la documentazione ufficiale attestante l'esistenza della stabile relazione con il cittadino dell'Unione.
La carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione Europea

I familiari del cittadino dell'Unione non aventi la cittadinanza di uno Stato di membro, come specificati all'art. 2, possono richiedere la carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell'Unione trascorsi tre mesi dall'ingresso in Italia.

Per presentare la domanda occorrono gli stessi documenti previsti per l'iscrizione anagrafica, precedentemente indicati. La carta di soggiorno ha validità di cinque anni dalla data del rilascio.

In merito alle assenze dal territorio nazionale, il 5° comma dell'art. 10 prevede che la carta di soggiorno mantiene validità anche in caso di assenze temporanee del titolare, ma non superiori a sei mesi l'anno, nonché di assenze di durata superiore per assolvimento di obblighi militari ovvero di assenze fino a dodici mesi consecutivi per rilevanti motivi, quali la gravidanza e maternità, la malattia grave, studi o formazione professionale o distacco per motivi di lavoro in altro Stato.

E' tuttavia onere dell'interessato allegare la documentazione comprovante le suddette circostanze eccezionali.

Si ricorda che il rilascio della carta di soggiorno è gratuito, salvo il rimborso del costo degli stampati e del materiale usato per il documento.

Rapporti tra soggiorno del cittadino dell'Unione e dei suoi familiari: decesso o abbandono del territorio nazionale da parte del cittadino comunitario

Il decesso del cittadino UE o l'abbandono, da parte dello stesso, del territorio nazionale non incidono sul diritto di soggiorno dei suoi familiari aventi la cittadinanza di uno Stato membro, a condizione che abbiano acquisito il diritto di soggiorno permanente o che siano lavoratori nel territorio nazionale.

Riguardo ai familiari non comunitari, anche loro non rimangono pregiudicati dal decesso o l'abbandono del territorio nazionale del cittadino comunitario, a condizione che i medesimi abbiano soggiornato in Italia per almeno un anno prima del decesso di quest'ultimo ed abbiano acquisito il diritto di soggiorno permanente o dimostrino di esercitare un'attività lavorativa subordinata o autonoma o di disporre per sé e i familiari di risorse economiche sufficienti per non essere ritenuti onere dell'assistenza sociale dello Stato durante il loro soggiorno e che possiedano un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi nello Stato, ovvero di fare parte del nucleo familiare, già costituito nello Stato, di una persona che soddisfa tali requisiti.

E in caso di divorzio e di annullamento del matrimonio?

Tali eventi non incidono sul diritto di soggiorno dei loro familiari aventi la cittadinanza di uno Stato membro, a condizione che essi abbiano acquisito il diritto di soggiorno permanente o possiedano un lavoro retribuito.

Riguardo ai familiari extra-Ue, il divorzio e l'annullamento del matrimonio non comportano la perdita, da parte loro, del diritto di soggiorno, purché abbiano acquisito il diritto al soggiorno permanente o che si verifichi una delle seguenti condizioni:

  • il matrimonio è durato almeno tre anni, di cui almeno uno nel territorio nazionale, prima dell'inizio del procedimento di divorzio o annullamento del matrimonio;
  • che il coniuge non avente la cittadinanza di uno Stato membro ha ottenuto l'affidamento dei figli del cittadino dell'Unione, per via consensuale o per decisione giudiziaria;
  • l'interessato risulti parte offesa in un procedimento penale, in corso o definito con sentenza di condanna, per reati contro la persona commessi nell'ambito familiare;
  • che si tratti di coniuge beneficiario del diritto di visita al figlio minore, costituito per via consensuale o per decisione giudiziaria, a condizione che l'organo giurisdizionale ha ritenuto che le visite debbono obbligatoriamente essere effettuate nel territorio nazionale, e fino a quando sono considerate necessarie.

Il diritto di soggiorno permanente

Salve le ipotesi particolari di cui all'art. 15, il diritto al soggiorno permanente lo acquisisce il cittadino dell'Unione che abbia soggiornato legalmente nel territorio nazionale per almeno cinque anni, e il familiare che abbia vissuto con costui per lo stesso numero di anni.

Tale diritto non è subordinato alle condizioni previste dagli articoli 7, 11, 12 e 13, tuttavia viene meno a seguito di assenze dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi.

Il diritto di soggiorno permanente è oggetto di un apposito attestato, rilasciato dal Comune di residenza, entro trenta giorni dalla richiesta corredata dalla documentazione giustificativa.

Ai familiari extra-Ue del cittadino comunitario, che abbiano maturato il diritto di soggiorno permanente, la Questura competente rilascia una carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

La richiesta va presentata prima dello scadere del periodo di validità della carta di soggiorno di cui all'art. 10, ed è rilasciata entro novanta giorni.

Il rilascio è gratuito, salvo il rimborso del costo degli stampati o del materiale utilizzato. Le interruzioni di soggiorno che non superino, ogni volta, i due anni consecutivi, non incidono sulla validità della carta di soggiorno permanente.

Limitazioni al diritto d'ingresso e soggiorno

Come già premesso, il diritto di ingresso e soggiorno dei cittadini dell'Unione o dei loro familiari, qualsiasi sia la loro cittadinanza, può essere limitato solo per: 

  • motivi di sicurezza dello Stato; ovvero, quando “la persona da allontanare appartiene ad una delle categorie di cui all'articolo 18 della legge 22 maggio 1975, n. 152, e successive modificazioni, ovvero vi sono fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello Stato possa, in qualsiasi modo, agevolare organizzazioni o attivita' terroristiche, anche internazionali”.
  • motivi imperativi di pubblica sicurezza, che ricorrono quando “la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e sufficientemente grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all'incolumita' pubblica”. L'art. 20, comma 3, del D. Lgs. 30/2007, prevede che si tiene conto "anche di eventuali condanne, pronunciate da un giudice italiano o straniero, per uno o piu' delitti non colposi, consumati o tentati, contro la vita o l'incolumita' della persona, ovvero di eventuali condanne per uno o piu' delitti corrispondenti alle fattispecie indicate nell'articolo 8 della legge 22 aprile 2005, n. 69, o di eventuali ipotesi di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per i medesimi delitti o dell'appartenenza a taluna delle categorie di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni, o di cui all'articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, nonche' di misure di prevenzione o di provvedimenti di allontanamento disposti da autorità straniere". Tra i reati sopra menzionati rientrano anche quelli in materia di stupefacenti, per cui il cittadino comunitario o suo familiare, condannato per reati in materia di stupefacenti, rischiano seriamente di non poter usufruire dei diritti riconosciuti dalla normativa in esame.
  • altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza.

Si ricorda che l’adozione di un provvedimento di allontanamento presuppone che si tenga conto della durata del soggiorno in Italia dell'interessato, della sua età, della sua situazione familiare e economica, del suo stato di salute, della sua integrazione sociale e culturale nel territorio nazionale e dell'importanza dei suoi legami con il Paese di origine.

I beneficiari del diritto di soggiorno che hanno soggiornato nel territorio nazionale nei precedenti dieci anni o che siano minorenni possono essere allontanati solo per motivi di sicurezza dello Stato o per motivi imperativi di pubblica sicurezza, salvo l'allontanamento sia necessario nell'interesse stesso del minore, secondo quanto previsto dalla Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176.

Le malattie o le infermità che possono giustificare limitazioni alla libertà di circolazione nel territorio nazionale sono solo quelle con potenziale epidemico individuate dall'Organizzazione mondiale della sanità, nonche' altre malattie infettive o parassitarie contagiose, purché siano oggetto di disposizioni di protezione che si applicano ai cittadini italiani. Le malattie che insorgono successivamente all'ingresso nel territorio nazionale, invece, non possono giustificare l'allontanamento.

I provvedimenti di allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza dei soggetto beneficiari del diritto di soggiorno che hanno soggiornato nel territorio nazionale nei precedenti dieci anni o che siano minorenni, nonche' i provvedimenti di allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato, sono adottati dal Ministero dell’Interno.

Negli altri casi, i provvedimenti di allontanamento sono adottati dal Prefetto del luogo di residenza o dimora del destinatario.

Il provvedimento - che deve essere motivato, salvo che vi ostino motivi attinenti alla sicurezza dello Stato - è notificato all'interessato e riporta le modalita' di impugnazione. Al riguardo, si ricorda che avverso i provvedimenti di allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato o per motivi di ordine pubblico di cui all'articolo 20, comma 1, la giurisdizione compete al giudice amministrativo, mentre i ricorsi avverso il provvedimento di allontanamento emesso per motivi di pubblica sicurezza, per motivi imperativi di pubblica sicurezza e per i motivi di cui all'articolo 21 viene presentato dinanzi al giudice ordinario, e il relativo procedimento è disciplinato dall'articolo 17 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.

Il termine indicato per lasciare il territorio nazionale non può essere inferiore ad un mese dalla data della notifica e, nei casi di comprovata urgenza, può essere ridotto a dieci giorni. Inoltre, è indicata la durata del divieto di reingresso che non puo' essere superiore a dieci anni nei casi di allontanamento per i motivi di sicurezza dello Stato e a cinque anni negli altri casi. Il destinatario del provvedimento di allontanamento può presentare domanda di revoca del divieto di reingresso dopo che, dall'esecuzione del provvedimento, sia decorsa almeno la metà della durata del divieto, e in ogni caso decorsi tre anni, salvo l’onere di dimostrare l'avvenuto oggettivo mutamento delle circostanze che hanno motivato la decisione di vietarne il reingresso nel territorio nazionale. Sulla domanda, entro sei mesi dalla sua presentazione, decide con atto motivato l'autorita' che ha emanato il provvedimento di allontanamento. La violazione del divieto di reingresso comporta responsabilità penale.

Va precisato che il provvedimento di allontanamento dei cittadini comunitari o dei loro familiari può essere adottato anche quando vengono a mancare le condizioni che determinano il diritto di soggiorno dell'interessato ai sensi degli articoli 6, 7 e 13 del decreto legislativo in esame, e salvo quanto previsto dagli articoli 11 e 12.

Anche in questo caso, il provvedimento è adottato tenendo conto della durata del soggiorno dell'interessato, della sua età, della sua salute, della sua integrazione sociale e culturale e dei suoi legami con il Paese di origine.

Detto provvedimento riporta le modalità di impugnazione e il termine per lasciare il territorio nazionale, che non può essere inferiore ad un mese. Particolarità della fattispecie in discorso, invece, è che il provvedimento di allontanamento non puo' prevedere un divieto di reingresso sul territorio nazionale. 

Video recensioni dell'avvocato Boschetti

 
 
 
 

Cosa dicono altri nostri clienti

Khady da Lecco

Khady da Lecco



Avendo avuto un problema con la residenza, quindi non potevo fare la richiesta di cittadinanza, decisi di prendere un avvocato per aiutarmi. Premetto che due Avvocati mi avevano già detto che fosse impossibile risolvere il problema. Volevo un terzo parere.

Dalle mie ricerche su internet ho visto parecchi studi legali e ho scelto l'avvocato Boschetti perché mi ispirava fiducia.

Dopo la mail, mi ha risposto e qualche giorno dopo mi ha chiamato per un colloquio. Dopodiché ha iniziato il suo lavoro.

Oggi la fatidica notizia è caduta, la mia residenza è stata ripristinata. Che dire? Grazie mille di tutto. Davvero tante grazie.

Grazie perché lei ha sopportato le mie domande, a volte anche quattro mail al giorno. Grazie per la sua disponibilità e la sua pazienza.

Grazie anche per i prezzi che fa. Le auguro tante belle cose nella sua carriera.

Con affetto,

Khady
Eranda da San Donà di Piave

Eranda da San Donà di Piave



Sono arrivata in Italia quando avevo 10 anni quindi ho sempre considerato il posto in cui vivo ora come casa mia ormai.

Appena compiuti i 10 anni di residenza, ho convinto mio padre e abbiamo fatto domanda per la cittadinanza. Nel frattempo due anni fa ho vinto un borsa di studio e sono andata a studiare a Londra e la voglia di ritornarci mi ha convinta ancora di più nel richiedere la cittadinanza.

Dopo due anni a gennaio che lo stato della pratica online non cambiava ho cercato un avvocato in internet. Dopo aver letto le recensioni sia sul sito che su Facebook mi sono convinta che l'avv. Boschetti poteva essere la persona giusta.

Non mi sbagliavo. A qualsiasi mail, anche di domenica, l'avvocato ha prontamente risposto. Alla risposta positiva ha esultato insieme a me.

Grazie Avv. Boschetti! Mi sembra abbastanza ovvio che lo consiglierei a chiunque sia per il continuo supporto e sia perché se avete bisogno di rapide tempistiche l'avvocato è di parola.

Olga da Francoforte sul Meno

Olga da Francoforte sul Meno



Anche se sono passati 2 anni e qualche mese dopo aver applicato per la cittadinanza italiana per matrimonio, lo stato della mia domanda non cambiava. Cercavo una soluzione per sollecitare la procedura. Ho contattato Avv. Francesco Boschetti sul website dell’avvocato.

Grazie al suo disciplinato e sistematico lavoro solo 10 giorni dopo, mi sono stata informata dal ministero dell’interno che il decreto per la mia cittadinanza e’ stato firmato. Durante questo processo Avv. Boschetti era sempre disponibile, anche fuori delle ore di lavoro. Lui ha risposto tutte le mie domande in dettaglio. La sua serieta’ e veloce follow-up ci ha portato grande successo. Fino all’ultimo step mi ha sostenuta professionalmente.

Gentile Avv. Boschetti la ringrazio di nuovo particolarmente per la sua gentilezza, flessibilita e la fiducia che mi ha dato. Era un privilegio per me averLa come il mio avvocato.

Senza pensarci due volte consiglerei Avv. Francesco Boschetti a tutti quelli che hanno bisogno l’aiuto sulle questioni d’immigrazione e cittadinanza.
Manal da Milano

Manal da Milano



Ho contatto l'avvocato Boschetti, per la mia pratica di cittadinanza.

La sua disponibilità immediata al telefono mi ha messo subito a mio agio, oltre alla sua professionalità nell'indicarmi il percorso più idoneo alla mia situazione e senza dimenticare la celerità con cui ha trattato la mia pratica.

Per questi motivi posso solo consigliare vivamente la collaborazione con l'avvocato.

Icame da Comacchio

Icame da Comacchio



Avevo bisogno di accelerare la mia pratica di cittadinanza che ancora non sono passati i famosi 730 giorni. Ho iniziato a fare qualche ricerca per trovare un bravo Avvocato in grado di aiutarmi e così navigando in mezzo ai forum dedicati a cittadinanza per stranieri sono riuscito ad arrivare al nome del Avvocato Francesco Boschetti consigliato da molti membri.

Ho deciso di contattarlo telefonicamente spiegando la mia posizione e subito da questo momento mi ha trasmesso fiducia e rassicurazione. Dal giorno successivo dopo aver preparato e spedito la mia documentazione l'Avvocato ha subito iniziato con la prima pratica sollecito. E così è stato sempre presente e disponibile per altri solleciti mano mano mentre cambiava lo stato pratica, e ci siamo tenuti sempre aggiornati.

Consiglierei fortemente l'Avvocato Francesco Boschetti a tutti coloro che vorrebbero accelerare la loro pratica cittadinanza e coloro che hanno bisogno di supporto riguardo il tema cittadinanza. Troverete una persona disponibile, professionale, gentile e con molta esperienza nel settore.

Grazie di cuore Avvocato Francesco.
Elena da Robecco Sul Naviglio

Elena da Robecco Sul Naviglio



La mia pratica di cittadinanza era ferma da un anno, lo stato della domanda era sempre lo stesso: “L’istruttoria è stata avviata....” Cercavo una soluzione per velocizzare la procedura e tutto mi sembrava molto difficile.

Ho conosciuto l’Avvocato Boschetti tramite Internet e l’ho contattato con e-mail. L’avvocato ha risposto subito ed ha proposto la pratica di sollecito.

Lui ha sollecitato più volte il Ministero, la Prefettura ed anche il Comune dove sono residente, perché, ad ogni step, i tempi di attesa erano più lunghi rispetto a quelli previsti dalla Legge. La mia pratica è stata seguita con grande professionalità e costante impegno fino all’esito positivo: sono diventata cittadina italiana! L’Avvocato è stato sempre disponibile e sollecito nel rispondere a tutte le domande e mi ha dato consigli utili.

Ringrazio l'avv. Boschetti di cuore di avermi aiutata. Lo consiglio a tutti gli stranieri che vogliono ottenere la cittadinanza italiana in 730 giorni.
Famiglia Ashkar da Ciampino

Famiglia Ashkar da Ciampino



Gentile Avv. Francesco Boschetti

Le scriviamo queste poche righe per dimostrarle la nostra gratitudine per il lavoro, egregio, svolto da Lei in merito alla comunicazione di preavviso di diniego della cittadinanza.

Ci siamo conosciuti con l’Avvocato tramite Internet, l’abbiamo contattato al suo sito con e-mail e subito ci ha dato la sua disponibilità e senza perdere tempo ha presentato immediatamente le controdeduzioni difensive perché il tempo era strettissimo, soltanto dieci giorni dal ricevimento della presente comunicazione, e grazie al suo intervento veloce e rapido, si è riuscito a ribaltare la situazione ai nostri favori, conclusa con esito positivo, e ad ottenere finalmente la cittadinanza italiana, tutto questo incredibilmente addirittura in meno di due mesi dal suo intervento, dimostrando cosi grande serietà, impegno, coraggio e capacità professionale.

Caro Avv. Francesco Boschetti, un grazie particolare va alla sua squisita gentilezza e pronta disponibilità, li saremo eternamente grati per averci conosciuto attraverso un caso scoraggiante ed averci illuminati sui nostri diritti.

Un sentito ringraziamento per l’affetto e l’aiuto che avete saputo dimostrare nei nostri confronti, con l’augurio di una proficua e duratura carriera e che Dio la benedica.

Con affetto famiglia Ashkar
Alexey da Bologna

Alexey da Bologna



La mia domanda si trovava nel primo stato da più di 2 anni senza alcuna comunicazione da parte di ente. Quindi ho contattato Avv. Boschetti per velocizzare la procedura.

Direi che è stato molto preciso e veloce nelle richieste. Già dopo 2 mesi la mia domanda e' stata presa in carico ed in circa 5 mesi il decreto è stato firmato.

Ai tempi ho contattato diversi professionisti che se ne occupavano, ma le loro risposte incerte, richieste di richiamare non mi convincevano. Francesco era preciso e chiaro nelle risposte sin dal inizio. Abbiamo ottenuto il risultato in relativamente poco tempo.
Davide e Maria Elsa da Reggio Emilia

Davide e Maria Elsa da Reggio Emilia



Gentile Avv. Francesco Boschetti,

Volevo ringraziarLa grandemente per la pratica di controllo espulsione e registrazione al SIS della mia ragazza costaricense che mentre ritornava in Costarica era stata fermata dalla polizia di dogana internazionale a Madrid con una presunta espulsione; grazie al suo aiuto in tempi brevi e con poca spesa abbiamo potuto controllare cosa effettivamente era successo e poter poi, dopo esito negativo sul registro SIS, acquistare il biglietto aereo per il rientro in Europa. Grazie davvero tanto!

Volevo caldamente consigliare la professionalità, rapidità e cortesia dell'Avvocato Branchetti a chiunque si trovi in vicende internazionali di poca chiarezza come la nostra.

Davide
Fawzi da Dubai

Fawzi da Dubai



Mia moglie ed io siamo stati estremamente fortunati ad aver atterrato sul sito web del avvocato Francesco Boschetti, non appena abbiamo iniziato la ricerca di un avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Il fatto che viviamo all’estero rende normalmente le cose molto più complicate.

Tuttavia, il signor Boschetti ha prontamente risposto via il suo website con grande dettaglio. Abbiamo subito sentito che questo avvocato non era come tutti gli altri, e non ci sono parole per descrivere il livello di umanità, la flessibilità e l'onestà di questo uomo straordinario, che è stato altrettanto piacevole e disponibile in persona come lui era via e-mail.

Il lavoro dell’avvocato Boschetti e come un orologio, il processo di fatturazione è trasparente e facile, e la comunicazione molto chiara.

Caro Avvocato, li saremo eternamente grati per averci condutti attraverso un processo scoraggiante ed’averci illuminati sui nostri diritti, pur essendo estremamente disponibile e accessibile. La ringraziamo molto e che Dio la benedica.
Aicha da Monza Brianza

Aicha da Monza Brianza



Una mattina navigando su un sito Internet mi sono imbattuta in questo sito tutto per stranieri, ho visto un messaggio apparso in piccolo sulle pagine avv.per gli immigrati, già la scritta così mi piaceva, ho preso il numero di cellulare e la mail provando a chiamare non andava, allora ho scritto una mail. Se a chiamare ero un po’ titubante, quando ho visto la foto del profilo della mail devo dire che mi ha spirato fiducia.

Allora, quando a fine serata mi ha chiamato gli ho parlato più tranquillamente perché avendo visto la foto ero più serena a parlare con lui.

Insomma che dire, un grande avvocato con la G maiuscola,una persona alla mano e sopratutto disponibilissimo, che ti segue fino in fondo con parole gentili. Mi ha seguito due pratiche (andate a buon fine) ora sta facendo la terza, poi ci sarà la quarta. In tutto questo io sono stata una grande rompiscatole, ma lui è stato così paziente e professionale che mi assicurava sempre e mi tranquillizzava ogni volta.

Contattate lui e rimarrete molto soddisfatti come io e come tante altre persone.

Grazie mille avvocato Boschetti,

Un abbraccio a presto.
Simona da Roma

Simona da Roma



Mi sono rivolta all'avvocato Francesco Boschetti per una pratica di cittadinanza per matrimonio. La sua consulenza è stata fondamentale per conoscere le modalità e i tempi della procedura.

Sempre disponibile, con risposte veloci e consigli realistici, è esperto della materia dell'immigrazione e lo consiglio a coloro che hanno familiari o amici stranieri che vogliono vivere in Italia e diventare italiani
Riadh da Treviso

Riadh da Treviso



Serietà, professionalità ,umanità e disponibilità, queste sono le quattro qualità che descrivono l'avvocato Francesco Boschetti.

La ringrazio per il lavoro svolto ed il tempo dedicatoci.
Sanja da Vicenza

Sanja da Vicenza



Trascorsi quasi tre anni dalla mia domanda di cittadinanza, la mia pratica era ancora ferma allo step 3. Quindi avevo deciso di fare il ricorso al Tar del Lazio per il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione.

Avevo trovato diversi avvocati ma ho scelto l'avvocato Francesco Boschetti in quanto mi aveva proposto una soluzione molto onesta; infatti, il pagamento dell'incarico era rateizzato con l'ultima rata all'ottenimento della cittadinanza. Questo mi aveva rassicurato che sarei stata seguita fino alla fine della pratica. E così è stato.

L'avvocato, oltre al ricorso, ha sollecitato più volte il Ministero e, in seguito, anche la Prefettura e il comune della mia città, per riuscire ad accorciare i tempi lunghi di attesa. Mi ha sempre seguita, ci siamo sempre tenuti in contatto, infatti mi ha sempre risposto alla e-mail in poche ore e mi ha sempre rassicurata che la pratica si sarebbe conclusa con un esito positivo.

Alla fine, in pochi mesi, grazie all'intervento dell'avvocato, sono riuscita ad ottenere la cittadinanza.
Sono molto contenta di aver scelto l'avvocato Boschetti, è stato molto onesto sia nel suo lavoro sia nella cifra che ho pagato per il ricorso. Senza il suo aiuto avrei aspettato ancora a lungo la conclusione della mia pratica di cittadinanza. Il suo aiuto è stato prezioso.

Sanja da Vicenza
Blerida da Londra

Blerida da Londra



Caro Avv. Boschetti,

L’ho contattata di recente in merito alla mia pratica per ottenere la cittadinanza italiana. La volevo ringraziare tanto per la sua disponibilità e il suo aiuto disinteressato, qualità che non sono facilmente riscontrabili nella nostra società.

Le invio questo pensiero come segno della mia gratitudine. E’ veramente bello imbattersi in persone come lei, belle dal punto di vista umano e professionale allo stesso tempo.

Persone nella mia situazione le saranno sempre grate, per aiutarle ad acquistare la loro libertà, e in modo onesto e gentile come lo fa lei ​è​ ancora e tanto più apprezzabile :)

Le farò sapere l’esito finale della mia battaglia. Spero un giorno di poterla ringraziare di persona.
Angelica

Angelica


Ho conosciuto l'avvocato Boschetti in seguito al diniego per la mia cittadinanza a causa di un procedimento contro di me che però si è risolto in maniera positiva. Nonostante questo la prefettura non mi riteneva idonea per la cittadinanza nonostante io sia nata in Italia, abbia frequentato le scuole e l'università e sia sempre stata residente.

Avevo dieci giorni di tempo per far valere le mie ragioni e su internet ho conosciuto appunto l'avv. Boschetti che si è dimostrato subito interessato al mio caso e grazie al suo aiuto ho risolto il problema e ho ottenuto dopo due mesi la cittadinanza italiana che aspettavo da 32 anni.

Tra l'altro rispetto ad altri studi legali che chiedevano cifre astronomiche, la tariffa dell'avv. Boschetti era assolutamente abbordabile in linea con le esigenze di chi, straniero come me, si sa non dispone di grossi budget.

La mia esperienza è stata quindi assolutamente positiva e ringrazio l'avv. Boschetti di avermi seguita e avermi fatto ottenere la cittadinanza.
Alkeida e Elton da Milano

Alkeida e Elton da Milano



Da più di dieci anni residenti in Italia, è arrivato anche il nostro fatidico momento: quello di richiedere la cittadinanza Italiana! A chi rivolgersi, a chi affidarsi nel caso di attese prolungate ma sopratutto, come fare a sollecitare dopo i due anni di elaborazione della pratica, in modo diretto e professionale?!

La risposta a tutte queste domande e unica: 
Avv.Francesco Boschetti !

Noi l'abbiamo trovato per caso sui motori di ricerca e ci siamo affidati a lui a occhi chiusi ma si è rivelato una persona molto affidabile, professionale e corretta! Mio marito è diventato cittadino italiano il 4 di ottobre e di seguito anche nostra figlia nata qui in Italia, e io lo diventerò a breve, con l'aiuto dello studio dell'avvocato! 

Grazie mille per tutto avvocato !
Con affetto Alkeida e Elton da Milano 
Aminatou Mone da Milano

Aminatou Mone da Milano



Buonasera avv. Francesco,
Quello che voglio dire a tutti quanti è di evitare i pregiudizi, quando mia figlia AICHA YABRE ha detto che voleva mettere in mano la sua pratica di cittadinanza ad un avvocato di Roma io come madre ho detto a mia figlia che era troppo lontano e che magari forse l'avrebbe fregata, e con la distanza che c'è non avrebbe potuto fare nulla, lei subito mi ha detto che dalla foto sembra una brava persona e che l'avrebbe contatto per vedere, dopo che l'ha contattato mi ha detto che era un bravo avvocato proffessionale ed molto gentile.

Ed è veramente cosi perchè ora che a seguito anche la mia pratica devo dire che sono rimasta a bocca aperta per il lavoro svolto in cosi poco tempo, sempre con gentilezza ed pazienza.

Gente non guardate la distanza ovunque voi siate se volete un buon avvocato contattate lui FRANCESCO BOSCHETTI sono certa che rimanerete a bocca aperta come me.

Grazie di cuore per il grande lavoro svolto.
Marsida da Altopascio (LU)

Marsida da Altopascio (LU)



Ho contattato l'avvocato tramite questo sito, leggendo le recensioni. Sono davvero felicissima della scelta che ho fatto. Finalmente ho ottenuto la cittadinanza italiana dopo 18 anni di residenza. La ringrazio per l'eccezionale professionalità, i consigli ed il costante impegno dimostrato durante tutto il periodo necessario a portare a termine la pratica di cittadinanza.

Consiglio a tutti l'avv. Boschetti non solo come professionista molto serio e competente ma soprattutto per la sua umanità e gentilezza. Adesso pure mia sorella si è rivolta all'avvocato.

Valutazione massimale. Con affetto Marsida

Video recensioni dell'avvocato Boschetti

 

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