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Articoli Cittadinanza Italiana

La cittadinanza italiana può considerarsi l’ultimo tassello del percorso di integrazione dello straniero in Italia, che inizia con il rilascio del permesso di soggiorno e ha il più delle volte, come tappa intermedia, l’acquisto dello status di soggiornante di lungo periodo.

Selezioniamo gli articoli e le tematiche di maggiore rilevanza in tema di cittadinanza italiana, con il proposito di tenere informati i nostri utenti sui percorsi amministrativi e giudiziari che portano ad ottenere questo importante beneficio.

Analizziamo anche fattispecie molto particolari, prendendo spunto dalla ricca casistica che ci viene sottoposta ogni giorno nell’esercizio della professione. In questo modo, cerchiamo di aiutare quegli utenti che difficilmente, sul web, trovano risposte ai loro problemi “di nicchia”. 

 


Il requisito della residenza "anagrafica" nelle domande di cittadinanza italiana

Molte volte si presentano casi di stranieri che si trovano in Italia da almeno dieci anni con regolare permesso di soggiorno, e vorrebbero richiedere la cittadinanza italiana per naturalizzazione, ma non possono farlo perché all’anagrafe la loro residenza si restringe ad un tempo inferiore rispetto ai dieci anni previsti come limite necessario dalla legge. Nel gergo si suole parlare di “buco di residenza”, ovvero di quelle situazioni in cui lo straniero, durante il maturare dei dieci anni di residenza sul territorio nazionale, è stato cancellato dai registri dell’anagrafe del proprio comune con un decreto di irreperibilità o cancellazione anagrafica, per cui la residenza stessa risulta interrotta, oppure non ha provveduto ad iscriversi all’anagrafe con immediatezza, una volta ottenuto il permesso di soggiorno. Anche in questo caso, i...

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Ricorsi al Tar per la cittadinanza

Le ipotesi di ricorso al Tar più frequenti, in materia di cittadinanza per gli stranieri, riguardano i casi in cui la pubblica amministrazione non conclude il procedimento entro il termine di legge (ex 730 giorni), ovvero quando la domanda di cittadinanza, all'esito dell'istruttoria, viene rigettata. Accade che il Ministero dell'Interno, trascorsi i 48 mesi (ex 730 giorni) dalla presentazione della domanda di cittadinanza per residenza (e altri casi di istanza per naturalizzazione), non provvede a concludere il procedimento.  In questo caso si richiede al Tar di obbligare il Ministero dell'Interno a concludere il procedimento. Il ricorso deve essere proposto entro il termine perentorio di 1 anno dal giorno in cui è scaduto il termine (ex 730 giorni, ora 48 mesi). E' bene specificare che l'esito vittorioso del...

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Guida in stato d’ebbrezza? Non basta per negare la cittadinanza italiana

(Consiglio di Stato, sez. VI, 14 gennaio 2011, n. 1037) La condanna per guida in stato d’ebbrezza, da sola, non costituisce un motivo valido per negare la cittadinanza italiana ad un cittadino straniero. Questo è quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza in epigrafe. In giudizio si trattava il ricorso di un cittadino marocchino cui era stata respinta la domanda di cittadinanza a causa di un precedente penale del 1995. 

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Cittadinanza per naturalizzazione e requisito del reddito

Qual è l'importanza del requisito reddituale ai fini della concessione della cittadinanza? Relativamente al requisito reddituale, ai fini della richiesta della cittadinanza, bisogna tener conto che la cittadinanza (eccetto che nei casi di matrimonio) viene concessa in base ad un procedimento altamente discrezionale dell’amministrazione, che valuta anche la capacità economica del richiedente. 

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Cittadinanza. Art. 8 e questioni di giurisdizione

Nei casi di richiesta della cittadinanza per matrimonio, l'Amministrazione perde il potere di negare la cittadinanza decorsi due anni dalla proposizione dell'istanza.  Nel caso di acquisto della cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano, l'art. 8, comma 2, della legge 5.2.1992 n. 91, prevede che "L'emanazione del decreto di rigetto dell'istanza è precluso quando dalla data di presentazione dell'istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni", essendo possibile il rigetto dell'istanza solo in ipotesi specifiche di condanna per alcuni reati o per la sussistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. 

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