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Come presentare la domanda per la cittadinanza italiana?

Per sapere come richiedere la cittadinanza italiana lo straniero ricerca notizie principalmente online, sui siti specializzati, nei forum. In questo articolo cerchiamo di descrivere sommariamente la procedura da seguire per richiedere la cittadinanza.

La domanda di cittadinanza italiana, da diversi anni, si presenta esclusivamente in via telematica, non più cartacea. Lo straniero, quindi, deve aprire un account nel portale immigrazione del sito web del Ministero dell'Interno, creando una mail utente e una password.

Una volta creato il proprio account, lo straniero deve compilare, step by step, tutto il modulo telematico, senza saltare e omettere nulla.

Devono essere inseriti tutti i dati del richiedente, dal nome e il cognome, al codice fiscale, alla residenza, agli estremi del permesso di soggiorno e della carta d'identità, etc. Inoltre, devono essere inserire i corrispondenti dati di tutto il nucleo familiare, a partire dal coniuge fino ai figli.

Poi, se parliamo di cittadinanza per residenza, il sistema prevede l'inserimento dei valori corrispondenti agli ultimi 3 redditi dichiarati dal richiedente, che dovranno superare una soglia minima (circa 8.300 per unico richiedente), che aumenta in presenza di coniuge e/o figli a carico.

Lo straniero deve inserire i riferimenti del provvedimento che ha riconosciuto lo status di rifugiato se si versa in un caso di straniero che beneficia della protezione internazionale.

Il richiedente deve poi attestare tutti gli indirizzi di residenza avuti nel territorio nazionale e nello Stato provenienza, nonché l'ultimo ingresso e l'ultima uscita per/da l'Italia.

I dati sopra descritti sono quindi autocertificati dal richiedente, non è quindi necessario allegare il certificato di residenza e il certificato di stato di famiglia. Tuttavia, soprattutto il primo, è opportuno richiederlo prima di presentare la domanda (nel formato "storico di residenza") per accertarsi di riportare i dati corretti, che a distanza di anni possono sfuggire.

Il richiedente deve allegare al modulo telematico alcuni documenti, ovvero il permesso di soggiorno, o l'attestato di soggiorno permanente, se cittadino dell'Unione, e la carta d'identità o il passaporto; l'atto di nascita e il certificato penale del paese di origine e degli altri eventuali Stati in cui il richiedente ha risieduto dall'età di 14 anni. Tali atti, per avere validità in Italia, devono essere tradotti e legalizzati (o apostillati, se lo Stato in questione fa parte della Convenzione dell'Aja del 1961).

Inoltre, a seguito della riforma apportata dal decreto sicurezza, nel finire del 2018, il richiedente che non abbia un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo Ue, o che non abbia sottoscritto l'accordo di integrazione secondo le norme del Testo Unico sull'Immigrazione, deve allegare idonea documentazione che attesti il livello almeno B1 di conoscenza della lingua italiana: ora requisito essenziale per poter essere riconosciuti cittadini italiani. Deve essere allegato, inoltre, il bollettino postale con cui si è provveduto a pagare il contributo statale di euro 250 (aumentato dal decreto sicurezza: prima era di euro 200).

Altro elemento da autocertificare, invece, è l'assenza di precedenti penali e di carichi pendenti in Italia. Anche qui, seppure il richiedente non deve allegare nulla (solo la posizione giudiziaria negli stati stranieri deve essere certificata), è opportuno richiedere, prima di presentare la domanda, una visura delle iscrizioni nel casellario giudiziale per accertarsi che non sussista nulla a proprio carico.

Succede infatti che lo straniero fraintende quanto risulta nel certificato penale italiano (casellario giudiziale), ovvero quel "nulla" che potrebbe apparire pur in presenza di una condanna, ad esempio perché il giudice ha concesso il beneficio della non menzione della pena. Nella visura risultano anche questi casi particolari, per cui è consigliabile richiederla in tribunale, almeno nei casi in cui lo straniero nutra sospetti circa la propria fedina penale. Ricordiamo, al riguardo, che non dichiarare dei precedenti penali costituisce una nuova ed autonoma infrazione alla legge penale, valutabile in sede di provvedimento finale, consistente nella falsa autocertificazione.

Come richiedere la cittadinanza italiana può essere quindi una domanda non troppo scontata: sicuramente, la presentazione della domanda di cittadinanza italiana è un atto complesso, sia tecnicamente, per le procedure che devono essere compiute, le quali richiedono una certa dimestichezza con lo strumento informatico, sia soprattutto dal punto di vista giuridico, dovendo il richiedente accertarsi di possedere, e dimostrare, tutti i requisiti che la legge richiede affinché possa riconoscersi lo status di cittadino.

Ciò comporta la necessità, spesso e volentieri, di incaricare un professionista esperto in diritto dell'immigrazione e cittadinanza, al fine di non incorrere in inutili rischi di respingimento dell'istanza o comunque di blocco della procedura per vizi documentali o dei dati inseriti nel modulo della domanda.

 

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