La concessione della cittadinanza italiana: quando viene data e perché?
La cittadinanza italiana per stranieri è un tema di notevole importanza, oggetto di dibattito politico e riforme legislative.
Il Decreto Sicurezza, sul finire del 2018, ha modificato le norme che riguardano l'acquisto della cittadinanza via matrimonio e residenza, che costituiscono le due principali forme di acquisto della cittadinanza italiana per stranieri. Tali modifiche, in particolare, sono consistite nell'innalzamento dei termini del procedimento, che da 730 giorni passano a 48 mesi, nella tanto discussa ipotesi di revoca della cittadinanza, e nell'eliminazione del diritto al riconoscimento della cittadinanza per matrimonio per silenzio-assenso, una volta decorsi 2 anni dalla domanda senza risposta dell'Amministrazione.
Dunque, se anche il principio dello ius sanguinis domina la normativa italiana in materia di cittadinanza, per il quale è cittadino il figlio di padre o madre italiani, in concreto gli argomenti più "cari" agli stranieri radicati in Italia riguardano l'acquisto della cittadinanza per naturalizzazione, su base volontaria, ovvero per residenza o per matrimonio.
In particolare, gli stranieri hanno bisogno di sapere quali sono i documenti per cittadinanza italiana per residenza e quali i documenti per cittadinanza italiana per matrimonio. Noi siamo qui per fornirvi risposte.
Iniziamo dal dire che vi sono documenti che lo straniero deve necessariamente procurarsi nel suo Paese di origine, vale a dire il certificato di nascita e il certificato penale (a meno che lo straniero non sia nato in Italia: in tal caso, il primo sarà un comunissimo certificato italiano, mentre il secondo non avrà senso di essere richiesto).
In quanto stranieri, per valere in Italia, tali atti devono essere tradotti e legalizzati (o apostillati, se lo Stato in questione fa parte della Convenzione dell'Aja del 1961). I suddetti certificati, se redatti su modulo "plurilingue", posto che lo Stato in questione aderisca alla Convenzione di Vienna del 1976, non devono naturalmente essere tradotti, contenendo già tutte le variazioni di lingua. Se non si rispettano i suddetti requisiti formali, attenzione, gli atti stranieri non hanno alcun rilievo per l'ordinamento italiano e non possono essere utilizzati per richiedere la cittadinanza italiana. Il certificato penale, per risolvere equivoci che spesso circolano online, deve essere richiesto anche se l'interessato è migrato in Italia prima dell'età di 14 anni. L'unico caso in cui non va richiesto, come già accennato, è quando lo straniero è nato in Italia.
Attenzione perché il richiedente, se dall'età questa volta sì di 14 anni, ha risieduto formalmente in altri Stati eccetto l'Italia, deve ottenere i certificati penali anche in questi Stati. E' bene precisare che la posizione giudiziaria penale in Italia deve essere autocertificata. Per cui richiedere il certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti è importante non per allegare tali documenti alla domanda di cittadinanza, ma per premurarsi di non attestare il falso, ad esempio di non aver avuto condanne quando invece sul casellario giudiziale risulta il contrario.
Concludono la lista dei documenti per cittadinanza italiana per residenza il passaporto, il permesso di soggiorno (o l'attestazione del diritto al soggiorno permanente per i cittadini Ue), e il bollettino che attesta il pagamento del contributo ministeriale, elevato da 200 a 250 euro dal Decreto Sicurezza sopra citato.
Nel caso di domanda di cittadinanza per matrimonio, invece, dovrà essere allegato il certificato di matrimonio trascritto in Italia, mentre nulla dovrà essere autocertificato con riguardo ai redditi, posto che essi non costituiscono un requisito per il riconoscimento della cittadinanza italiana per matrimonio.
Come richiedere la cittadinanza italiana è altro tema di fondamentale importanza per tutti gli interessati alla cittadinanza italiana per stranieri. La domanda, fino a giugno 2015, si presentava in forma cartacea, per lo più con raccomandata A/R. Da lì in poi, e tutt'oggi, la domanda si presenta esclusivamente in via telematica, compilando il modulo online messo al punto dal Ministero dell'Interno sul portale immigrazione del proprio sito web.
L'interessato deve compilare tutti i campi della domanda, in particolare autocertificando redditi, stato di famiglia, variazioni di residenza e posizione giudiziaria in Italia. Alla fine dovrà allegare i documenti sopra citati, e in più indicare gli estremi della marca da bollo da 16 euro che avrà dovuto acquistare precedentemente.
Ricordiamo che marca, bollettino postale e tutti i documenti in originale dovranno essere presentati il giorno della convocazione in Prefettura. Quest'ultima tratterrà con sé l'atto di nascita, che sarà riconsegnato solo al termine della procedura.
Considerato l'elevato tecnicismo della procedura di presentazione telematica della domanda di cittadinanza, nonché delle norme che regolano le formalità relative ai documenti da allegare, l'assistenza di un avvocato esperto in diritto dell'immigrazione e cittadinanza si prospetta quanto mai opportuna, se si vuole evitare il rischio di incappare in errori che potrebbero rallentare di molto la procedura, se non addirittura determinarne la conclusione con un esito negativo.