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Il controllo per capire a che punto sia la pratica di cittadinanza è meglio farla fare ad un avvocato o no?

Cittadinanza italiana per stranieri

Secondo la normativa italiana, è possibile inoltrare la domanda per la richiesta della cittadinanza italiana per stranieri compilando accuratamente un modulo disponibile sulla piattaforma online del Ministero. Tra i documenti da presentare con la pratica cittadinanza vi sono l’atto di nascita e il certificato penale dello straniero, che vengono rilasciati nel paese di nascita dell’interessato.

Affinché tali documenti siano validi, è necessario farli tradurre e legalizzare, o apostillare nel caso in cui lo Stato che emette il certificato aderisce alla Convenzione di Aja del 1961. Il certificato penale ha valenza di sei mesi, mentre l’atto di nascita non ha alcuna scadenza; sia il certificato di nascita che quello penale sono fondamentali ai fini dell’accettazione della domanda di cittadinanza per residenza e devono essere richiesti nello Stato di nascita dello straniero. Il modulo disponibile online consta di alcune specifiche richieste, tra cui i redditi, che dovranno essere dichiarati all’interno della domanda in modo corretto.

Il certificato storico di residenza non necessita di essere allegato alla domanda, poiché esso è disponibile già all’interno del modulo online; la stessa cosa vale per il certificato di stato di famiglia e per i certificati penali italiani. La domanda di cittadinanza italiana per stranieri, dal 2015, può essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposito sito. Anche il controllo pratica cittadinanza deve essere effettuato mediante il medesimo portale, inserendo le proprie credenziali di accesso.

Per avere informazioni in più, è sempre consigliabile rivolgersi ad un avvocato, che potrà supportare gli stranieri in merito ad eventuali dubbi.

Caso di diniego della cittadinanza

Vi sono episodi specifici in cui, però, la richiesta di cittadinanza viene rigettata; una simile situazione si presenta in differenti casi, e il provvedimento di diniego viene emanato dal Ministro dell’Interno, comunicato tramite lettera raccomandata. Ciò avviene nel momento in cui il richiedente non ha dimostrato di avere i requisiti necessari per ottenere la cittadinanza italiana.

Nel caso della domanda di cittadinanza per matrimonio portano al diniego cittadinanza la separazione, il divorzio o altra causa di scioglimento del vincolo matrimoniale; mentre nella domanda di cittadinanza per residenza, il cittadino straniero non potrà ottenere la cittadinanza se non possiede il requisito di residenza legale ininterrotta per 10 anni o per il diverso periodo indicato all'art. 9, della legge 5 febbraio 1992 n. 91. Inoltre vi sono altre motivazioni per le quali non viene concessa la cittadinanza agli stranieri: nel caso in cui essi abbiano subito delle condanne penali, abbiano carichi pendenti, oppure se si dimostrano essere un pericolo per la sicurezza dello Stato.

E ancora, nelle domande di cittadinanza per residenza, se vi è insufficienza di reddito, calcolato in base ad ogni membro del nucleo familiare, l'interessato vedrà recapitarsi con tutta probabilità un diniego cittadinanza.

 

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