Vivere da 10 anni in Italia è un requisito minimo per avere la cittadinanza?
Vivere stabilmente e legalmente in Italia da dieci anni è uno dei requisiti per la cittadinanza italiana per residenza (c.d. naturalizzazione). In primo luogo, occorre che la residenza nel Paese sia stata sempre continuativa nei dieci anni e a dimostrarlo è uno specifico certificato ("certificato storico di residenza") che deve essere richiesto al proprio Comune di residenza; in secondo luogo, è necessario che la residenza sia sempre stata legale, ossia che il richiedente abbia avuto un regolare "permesso di soggiorno" in Italia.
Per la domanda di cittadinanza per residenza, è necessario che il richiedente sia stato titolare di redditi non inferiori a un predeterminato ammontare negli ultimi tre anni. I redditi sono autodichiarati sebbene sia utile procurarsi la documentazione fiscale prima di inoltrare la domanda, al fine di evitare errori o dichiarazioni non corrispondenti al vero.
Unitamente al "certificato storico di residenza" e al regolare "permesso di soggiorno", devono essere allegati anche il "certificato di nascita e il certificato penale del Paese di provenienza che devono essere legalizzati o apostillati, se lo Stato aderisce alla Convenzione Aja del 1961".
La domanda di cittadinanza può essere rifiutata se manca il requisito della "residenza continuativa e ininterrotta", quello reddituale o se il richiedente ha avuto problemi con la giustizia o con le forze dell'ordine.
Come evitare il rigetto della domanda di cittadinanza
Accade frequentemente che lo straniero, pur avendo tutti i requisiti per la cittadinanza italiana per residenza, veda rigettata in modo definitivo la propria domanda. Ciò succede molto spesso perché la richiesta non è stata compilata correttamente in tutte le sue parti o perché è incompleta e non è accompagnata da tutti i documenti per la cittadinanza italiana.
In risposta alla propria domanda, l'interessato può ricevere un preavviso di diniego e/o un diniego definitivo o un decreto di accoglimento tramite raccomandata a/r. Se il Ministero dell'Interno (o la Prefettura, nel caso di domanda di cittadinanza per matrimonio) invia una "lettera di preavviso di diniego", il richiedente ha solo dieci giorni per correggere, completare o semplicemente fare delle precisazioni.
Trascorso inutilmente questo termine, il richiedente si vedrà definitivamente bocciata la domanda.
La pratica può essere veriticata on line ed è necessario e utile consultarla per capire il suo stato e seguirne l’andamento.
Per evitare che semplici errori nella compilazione della domanda o delle distrazioni possano compromettere il buon esito della pratica, è consigliato rivolgersi a un professionista che verifichi la correttezza della domanda, dei documenti da allegare e che controlli costantemente l'andamento del procedimento.
Come ridurre i tempi della pratica di cittadinanza
Anche quando è correttamente compilata la domanda, accade spesso che passino anni senza che il richiedente riceva alcuna notizia in merito al suo stato. Per evitare, quindi, di dover attendere molti anni prima di divenire cittadino italiano, è importante chiedere aiuto a un avvocato per sollecitare formalmente la pratica di cittadinanza. Il sollecito è il primo passo da compiere se è stata inviata la domanda da qualche mese e non si è ricevuto alcun esito; in questo caso, il compito del professionista è quello di tenersi costantemente in contatto con la Pubblica Amministrazione alla quale verranno indicate tutte le ragioni favorevoli alla concessione della cittadinanza italiana.
Se, però, sono trascorsi anni da quando è stata inviata la domanda senza che il richiedente abbia ricevuto alcuna risposta, occorre effettuare una "diffida ad adempiere".
Se attraverso gli strumenti amministrativi non si ottiene il risultato sperato, l'unica via da percorrere è quella giudiziale attraverso il deposito di un ricorso con il quale si chiede al "Tribunale Amministrativo Regionale" di emanare una decisione (sentenza) che ordini alla Pubblica Amministrazione di provvedere a favore del richiedente nel più breve termine possibile.