Si può perdere la cittadinanza dopo il divorzio?
Poiché la cittadinanza italiana si può ottenere anche tramite matrimonio, sorge spontanea la domanda: si può perdere la cittadinanza dopo il divorzio? Per capire se il divorzio faccia venir meno la conservazione al diritto di cittadinanza, occorre procedere per gradi, ricordando quali requisiti sono necessari per richiedere la cittadinanza italiana Iure matrimonii, ossia per diritto di matrimonio.
Requisiti cittadinanza per matrimonio
Per presentare l'apposita istanza per il conferimento della cittadinanza italiana per matrimonio, il coniuge straniero o apolide di un cittadino italiano deve risiedere legalmente in Italia da almeno due anni dal matrimonio (risultante valido e ancora in essere), oppure, se è residente all'estero, devono essere trascorsi minimo tre anni dal matrimonio. Il periodo si riduce della metà in presenza di figli, anche adottati dai coniugi. Il termine di conclusione della pratica di cittadinanza è di 48 mesi (4 anni), e non più di 730 giorni.
I tempi di attesa sono molto lunghi, ma è possibile ridurli avvalendosi dell'aiuto di un avvocato esperto in diritto della cittadinanza italiana che provvederà ad accelerare la pratica sollecitando gli organi competenti.
Dopo il divorzio si perde la cittadinanza italiana?
Ai fini dell'ottenimento della cittadinanza per matrimonio, la legge esige che al momento della presentazione della domanda e fino all'emanazione del decreto di attribuzione della cittadinanza sussista effettiva convivenza tra coniugi e non sia intervenuta separazione o divorzio. Ne consegue che il divorzio impedisce l'acquisizione della cittadinanza italiana per stranieri laddove sia intervenuto prima dell'adozione del decreto di concessione dello status di cittadino italiano. Ma cosa succede se lo scioglimento del matrimonio avviene in un momento successivo al decreto?
Una volta emanato il decreto di attribuzione, il diritto alla cittadinanza si conserva anche in caso di scioglimento, annullamento, separazione di fatto o cessazione degli effetti civili del matrimonio. In altre parole, dopo il divorzio, non si perde la cittadinanza italiana. Il matrimonio può entrare in crisi ma questo non inficia in alcun modo la cittadinanza italiana, sia per coloro che vivono in Italia che all'estero. La perdita automatica dello status di cittadino italiano si verifica soltanto in particolari situazioni illustrate nell'art. 12 delle legge 91/1992 (arruolamento volontario nell'esercito di uno Stato estero, accettazione di un incarico pubblico presso uno Stato estero, ecc.).
Perché chiedere una consulenza legale
La cittadinanza è la condizione che permette ad una persona di essere considerata pienamente cittadina di uno Stato e di godere appieno di tutti i diritti civili, sociali e politici, nonché dei doveri, che la legge di quello Stato riconosce ai suoi cittadini. Le lungaggini della burocrazia italiana complicano la vita a molti stranieri che, pur avendone diritto, non riescono ad ottenere la cittadinanza per vari motivi: incontrano delle difficoltà a confrontarsi con gli uffici della Pubblica Amministrazione, hanno problemi con la giustizia, non rispondono ad una comunicazione di preavviso di diniego della cittadinanza, presentano una documentazione errata, ecc.
Un avvocato esperto in tema di immigrazione aiuterà lo straniero a trovare la strada migliore per ottenere la cittadinanza italiana riducendo al minimo gli errori e le perdite di tempo.